Don Vittorio e la Biennale Promessi sposi? Palcoscenico Italia. Bondi lo manda in laguna «a provocare». Da ridere: a quando Bonito Oliva direttore? A1 nuovo museo della capitale, voluto dalla sinistra, arriva «un cane da guardia». Fino a oggi il ministro Bondi ci aveva fatto piangere, finalmente ha deciso di farci ridere. Vittorio Sgarbi curatore del padiglione Italia per la Biennale di Arti Visive del 2011. Adesso vogliamo sperare che il presidente Baratta controbatta alla barzelletta con una battuta ancora pi divertente nominando Achille Bonito Oliva direttore della Biennale d'arte. D'altronde non ci meraviglieremmo. Ieri sulla Stampa ABO ha fatto una sviolinata preventiva a Bondi e alla destra tutta definendola «emancipata». Poi ha fatto una critica da critico alla visione dell'arte sgarbiana. Come per dire io da una parte lui dall'altra e tutto si equilibria. La par lerciume. Sarebbe fantastico. Il Palcoscenico Italia al completo. Se ritornasse Fuksas al settore architettura avremmo finalmente i nostri tre tenori delle belle arti. Comunque Bondi non si è limitato a raccontarci la barzelletta che, dobbiamo dire, non avevamo mai sentita prima. Ha anche nominato Sgarbi commissario speciale sulle acquisizioni di arte contemporanea del museo Maxxi. Questa nomina è forse più interessante della prima perché dimostra come la sinistra, che da sempre governa, rigoverna e malgoverna il neonato e dannato Maxxi, sia riuscita a pasticciare tanto da farsi mettere un cane da guardia come Sgarbi alle costole. Se io fossi la dirigenza del Maxxi mi dimetterei in blocco. Se non lo fanno è per due motivi. O hanno una coda di paglia lunga un chilometro. O sono talmente incollati alle loro poltrone che in cambio della colla in uno scambio faustiano hanno ceduto anima e dignità al diavolo. Vedremo. Ma più che altro è da vedere come Sgarbi sprigionerà la sua irrisolta vena contemporanea. Le mostre che ha fatto in passato sono state tutte idee geniali, il male, la follia eccetera, realizzate purtroppo con i piedi per non dire con altre parti del corpo più prensili. Ha annunciato che provocherà. Che novità. Ma provocare con l'arte contemporanea è un gioco molto rischioso. Più che altro credo si vendicherà dello smacco del 2003 quando lui sottosegretario voleva nominare il critico australiano Robert Hughes come direttore della Biennale e invece l'allora presidente Franco Bernabè nominò il sottoscritto. Già allora visto che si era arrabbiato tanto fu ventilata l'idea di dargli come contentino il Padiglione Italia. Io chiesi se scherzavano e la cosa finì lì. Oggi per evitare che il futuro direttore della Biennale opponga resistenza la nomina è stata fatta prima con la poltrona delle arti visive vuota in modo da non correre rischi. Che dire, «ubi bondi mini minor». I due curatori dell'edizione 2009 Beatrice e Buscaroli erano uno scherzo di cattivo gusto, questo di Sgarbi potrebbe avere qualche lato divertente anche se probabilmente patetico. I gusti di Sgarbi in arte contemporanea li conosciamo e pur volendoli disperatamente dimenticare non ci riusciamo, ferite aperte nella nostra sensibilità estetica. Ci auguriamo che non ritiri in ballo come collaboratori o consulenti i suoi soliti bravi, tipo quel Alessandro Riva al quale aveva affidato il PAC di Milano quando era assessore alla cultura della città. Per sventura di Riva ma fortuna civile un problema con la giustizia impedì che il delfino dell'assessore potesse proseguire nella sua opera di demolizione dell'immagine dell'unico spazio serio dedicato all'arte contemporanea che Milano ha. Comunque sia non è semplicissimo immaginare pi che capire cosa Sgarbi possa combinare dentro la Biennale. Non possiede un cilindro ma una paglietta nella quale è difficile poter nascondere un coniglio normale. Essendo a Venezia potrebbe tirare fuori una seppia o una sogliola. Capiamo bene che si debba essere seri quando si parla di un'istituzione così prestigiosa come la Biennale di Venezia ma non prendendola sul serio nemmeno il Don Ab-Bondi della cultura, non si sa che cosa noi potremmo fare. Don Rodrigo c'è, è Sgarbi. L'innominato lo abbiamo pure, è Paolo Baratta. Renzo e Lucia sono la Biennale stessa alla quale è impedito il matrimonio con il futuro. Manca un Fra' Cristoforo. L'unica cosa che ci può salvare da questo triste intrigo è la peste o magari anche solo un'altra suina. D'altronde le perle i porci hanno già cominciato a mangiarle da un bel po'.
Effetto Bondi Oddio! Sgarbi alla Biennale
Il ministro della cultura Don Vittorio Bondi ha nominato Vittorio Sgarbi curatore del padiglione Italia per la Biennale di Arti Visive del 2011. Sgarbi è noto per le sue opinioni sull'arte contemporanea e ha già provocato con le sue scelte in passato. La nomina è stata vista come una barzelletta da parte di Bondi, che ha anche nominato Sgarbi commissario speciale sulle acquisizioni di arte contemporanea del museo Maxxi. La sinistra ha governato il Maxxi e ha deciso di pasticciare con la nomina di Sgarbi. Sgarbi ha annunciato che provocherà con le sue mostre e ha anche nominato alcuni collaboratori.
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