È un impegno in cui credo, ecco perché suonare per il paesaggio italiano mi dà davvero unemozione particolare Dopo il tutto esaurito registrato nello scorso autunno dal concerto di Claudio Baglioni allAuditorium del Lingotto, il Fai, Fondo per lAmbiente Italiano, torna di nuovo a occupare simbolicamente il tempio cittadino della musica colta con un evento speciale di raccolta fondi «per la tutela e la valorizzazione dellarte e della natura italiane», realizzato in collaborazione con Set Up: ne è protagonista assoluto, questa sera dalle 21 (biglietti da 46 a 80,50 euro, sconti per gli iscritti Fai), il cantante romano Antonello Venditti, che ha accolto con entusiasmo linvito della fondazione nata nei primi anni Settanta da unidea di Elena Croce, figlia del grande filosofo, a esibirsi in un concerto "benefit" per la salvaguardia dellItalia più bella, quella che rischia continuamente di essere deturpata o addirittura cancellata dalla mappa mondiale della bellezza. Lautore di tante canzoni che hanno segnato la storia della musica leggera, da "Alta marea" a "Sara" fino a "Ci vorrebbe un amico" e "Roma Capoccia", si è già prodigato in passato per fornire un sostegno aperto, sincero, alle attività del Fondo: «Lo faccio perché ci credo - assicura Venditti - e questa consapevolezza è una fonte di emozione per me, quando salgo su un palco a suonare per la difesa del paesaggio italiano. Il mio ultimo concerto per il Fai lho tenuto meno di due mesi fa al Teatro Carlo Felice di Genova, e d è stato un momento magnifico, toccante, per me ma credo soprattutto per il pubblico». A Torino la scaletta veleggerà sulla falsariga della data nel capoluogo ligure, dove non sono mancati i suoi brani più popolari: «Anche stavolta sarò generoso di canzoni, e mi farò accompagnare dalla band che mi segue sempre dal vivo». Sono infatti annunciate in programma alcune pietre miliari della sua lunga carriera, come "Notte prima degli esami", "Piove su Roma", "Regali di Natale", "Ricordati di me", "In questo mondo di ladri". Peccato, però, che non ci sia traccia de "Lorso bruno" con la sua forza poetica dirompente quando, dopo un giro di rullante di batteria, urla al cielo "Dio delle foglie! Dio della valle!": «E vero, manca, ed è la mia canzone più appassionata su temi come la natura e il rispetto dellambiente e dellecosistema - riflette il cantautore - è un vecchio brano che scrissi nel 1972, e a cui resto molto legato perché fu anche il primo tentativo di portare delle tematiche ambientaliste nella canzone leggera italiana». Anche al tema della bellezza, comunque, Venditti si dichiara sensibile: «LItalia è bellezza, e questa sua ricchezza infinita di luoghi e tesori, va salvata. Bellezza per me è anche suonare in un gioiello architettonico come lAuditorium Agnelli del Lingotto, che ha unacustica meravigliosa e vibra di fascino».