Stretta dei vigili sui restauri in centro cantiere sequestrato a Tavola Tonda Gli esperti: "Modifiche pericolose per la stabilità"- "Lintera zona è a rischio sismico e idrogeologico Verifiche anche sui materiali usati" Sequestrata una palazzina storica in via Tavola Tonda, alle spalle di piazza San Domenico. Ledificio realizzato su due livelli, secondo quanto accertato dal nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale, era privo della concessione edilizia. Ma non soltanto. Il proprietario - Carlo Alberto C., palermitano di 60 anni - non era in regola con le autorizzazioni rilasciate dal Genio civile e dalla Soprintendenza. Lantica palazzina, infatti, è situata in una zona sismica di seconda categoria ad alto rischio idrogeologico. Le modifiche apportate, aumento di volume e superficie, avrebbero potuto provocare linstabilità della struttura. Il sequestro della polizia municipale scattato ieri mattina alle 10, rientra nellambito di una più ampia operazione per contrastare il fenomeno dellabusivismo edilizio nel quartiere San Pietro, compreso tra via Roma e il Foro Italico. Appena pochi giorni fa, il nucleo coordinato dallispettore Giuseppe Crucitti, su richiesta del neo comandante Serafino Di Peri, ha effettuato un controllo anche nel palazzo Vanni dArchirafi risalente al '700, con annessa una torre medievale del '500. Lintera area, in fase di restauro, è stata momentaneamente sottoposta a sequestro nellattesa che il direttore dei lavori e il proprietario forniscano le concessioni. Il provvedimento è del pm Maurizio Bonaccorso. «Tutto il quartiere è a rischio sismico e idrogeologico - spiega Crucitti - Dobbiamo verificare che ogni singolo edificio, in fase di ristrutturazione, non comprometta la sicurezza dei residenti. In particolare, è stato accertato che nella palazzina sequestrata lantico muro di recinzione era stato demolito e successivamente, realizzato con conci di tufo. Era già pronta la fase per ricavare la terza elevazione e lapertura di altre finestre, e come se non bastasse, le precedenti modifiche erano state apportate senza la presenza di un direttore dei lavori». Per accedere al retro della palazzina storica in questione, è necessario attraversare vicolo del Boia, denominato così poiché nel '700, ai tempi dellInquisizione, si dice fosse la residenza del boia di Palermo. Un luogo dunque particolarmente suggestivo dal punto di vista storico-culturale, e non soltanto ricco di fascino per la bellezza architettonica.