Il municipio: "No al piano con strutture fisse" Il progetto di restauro di Villa Celimontana, arrivato negli uffici del municipio I, solleva numerose polemiche. «Nel piano elaborato dallufficio giardini è previsto labbattimento di ben 22 alberi e ne vengono reimpiantati soltanto sei di specie ignota. La raccolta differenziata non viene proprio prevista. E soprattutto si destina una parte del parco ad area concerti, un perimetro che guardando sulla cartina risulta ben più grande di quello attuale», spiega lassessore allAmbiente del parlamentino del centro storico, Francesca Santolini. La pasionaria verde ha preso carta e penna e ha scritto una memoria di giunta per sottolineare tutti i punti negativi del progetto. «La riqualificazione è la benvenuta per un giardino storico come villa Celimontana, ma questo nuovo piano sembra fatto in funzione dellarea concerti. Uno spazio pubblico viene dunque adeguato alle esigenze di una manifestazione che da temporanea diventerebbe permanente». Il restauro inoltre viola quanto prescritto dalla carta di Firenze, la quale tutela la quiete e il verde di un parco. La villa è considerata dalle leggi di Stato, per i limiti acustici, di classe 1 ed è quindi sottoposta al massimo della tutela. «Questo preclude luso del giardino come sito permanente di concerti e di attività di somministrazione aperte fino a tarda notte - sottolinea Nathalie Naim, consigliera verde del municipio I - Lo stesso vale per le strutture della manifestazione. La Villa essendo un "museo vivente" ha un architettura, un disegno definito che non può essere modificato con nuovi volumi». E poi incalza: «Siamo stupiti che nel progetto non si parli della galleria romana recentemente scoperta dagli archeologici e non si valorizzi questo patrimonio - commenta Nathalie Naim - è unanalisi, quella presentata nel corso di una conferenza dei servizi, molto carente. Porterò latto in consiglio per sottoporlo al voto di tutto il municipio». I punti della discordia non si limitano allarea concerti. «Lintervento sulla parte scoscesa del giardino che nel 1926 (e in parte ancora oggi) si presentava con percorsi pedonali sinuosi allinterno di boschetti e gruppi di varie specie arboree, viene molto semplificato in nome di esigenze economiche - continua Naim - Quindi lintervento di "restauro" semplifica e banalizza il giardino storico e contemporaneamente lo chiude al pubblico, aprendolo solo con visita guidata in momenti particolari». Non solo. «In una delle foto allegate al progetto si vedono una serie di auto dentro la villa. Vogliamo ora maggiori dettagli sul progetto, altrimenti ci mobiliteremo».