A febbraio già si aprono 4 cantieri. "È il grande business del 2010" I lavori partiranno in via Sgambati, piazza Muzi, via Paisiello. I periti in via Caccavello Per qualcuno sono un toccasana. Per altri il prologo allennesimo scempio. «È il grande business del 2010», ripetono in tanti: costa meno di una casa (grande), perché può arrivare fino a 200 mila euro, richiede il minimo della manutenzione e dà vantaggi immediati. Anche se non è tutto liscio come lolio: i contenziosi del Comune in materia di parcheggi con il Tar e il Consiglio di Stato sono una trentina. «Provi a scavare da qualche parte - dice il city manager Luigi Massa - si può star certi che qualcuno protesterà». Ma le ragioni delleconomia sono come uno tsunami, travolgono. E la macchina messa in moto dal commissario-sindaco Iervolino procede macinando terreno. Il motivo è che i parcheggi sono diventati come i concorsi, molti più partecipanti dei posti messi a bando: il primo realizzato al Vomero, quello di largo Celebrano, alle spalle del Santobono, tre livelli e 220 box, in un mese ha avuto 650 prenotazioni di aventi diritto: residenti, cioè, con labitazione a 500 metri dal baricentro del parcheggio. Un lavoro di compasso, in fondo. Che potrebbe portare anche qualche vantaggio allamministrazione. È nel gioco. Ti lascio costruire nel terreno demaniale, ma tu devi dare in cambio qualcosa. Come nel caso del parcheggio di traversa Imperatrice, in via Sgambati. Duecentosessanta posti, ma uno dei piani lasciato allutilità sociale, dato in convenzione ai parenti degli ammalati dellospedale Pascale. Oppure come per i 333 posti previsti sotto piazza degli Artisti, che comporteranno un inedito assoluto: uno degli accessi avverrà da un sottopasso in via Tino di Camaino, le auto dirette al parcheggio avranno anche unuscita in superficie, e questo permetterà di pedonalizzare la strada. Cinquantadue, fa sapere la sede del commissariato straordinario al traffico e ai parcheggi, in via Cervantes, sono i parcheggi assentiti a Napoli - assentiti vuol dire che manca solo il passo finale del progetto definitivo da inviare entro 60 giorni dalla lettera di assenso. Poi, ma solo allora, è fatta. Ventitré gli assentiti al Vomero: tre in via De Ruggiero con 280, 692 e 150 posti, Omodeo 150, Caccavello 53, Jannelli 52, "Caldieri 2" 84, Morghen 140, Raffaello 44, "Caldieri 58B" 65 (su area pubblico-privata), Muzi 144, Altamura 228, "Paisiello 2" 96, Verdinois 86, "Leonardo B" 153, Sgambati 260, Artisti 333, Michelangelo 257, Durante 64, Fragnito a Rione Alto 97, Rossini 56 e Andrea da Salerno 96. Quattro sono in questo lungo elenco i parcheggi autorizzati che per febbraio partiranno: via Sgambati, piazza Muzi, via Paisiello e via Caccavello. Questultimo è bloccato per la questione del giardino di Villa Giannone, al quale la soprintendenza di Palazzo Reale vuole apporre il vincolo. Il sit in organizzato dai comitati di quartiere con il sostegno di Wwf e Legambiente indetto per martedì è stato rinviato per motivi logistici a sabato 30 gennaio alle 10.30 davanti allingresso di via Caccavello, 10. Anche i commercianti del Centro Vomero si schierano contro i rischi che il progetto farebbe correre al giardino della villa settecentesca. È il tempo dei periti e delle relazioni: una la scrive la soprintendenza, per definire la richiesta del vincolo monumentale al ministero; unaltra porterà la firma del consulente della ditta costruttrice. In sintesi, per la soprintendenza andrebbe tutelato perché è un pezzo superstite dellantico Vomero rurale, sebbene malridotto, tanto è vero che se ne trova traccia anche in testi di storia. Ma a parte il singolo caso, molto particolare, di Villa Giannone, i vomeresi si sono già divisi sulla vicenda parcheggi. Cè chi invoca controlli più attenti, chi ne fa una questione di principio che esclude le concessioni come favori agli imprenditori. Altri invece, come il presidente della II municipalità Arenella, Alberto Patruno, protagonista della battaglia contro i parcheggi di via Ruoppolo, a qualche patto è disposto a scendere. «In cambio di opere a surroga dei suoli ceduti. Per esempio, in via Altamura dove cè la querelle sullabbattimento dei vecchi tigli, a fine intervento si dovrebbe ottenere non solo il ripristino degli alberi, ma anche la creazione di aree verdi e parco giochi». 2.Continua