Il saggio Si possono tenere assieme il magistero di Benedetto Croce e la televisione trash che dalla fine degli anni Settanta ha invaso i nostri tinelli? Michela Nacci ci consegna una storia culturale della Repubblica ricca di fermenti e di svolte, in certi casi imprevedibili. Chi poteva immaginare che nel giro di pochi anni sarebbero sparite una serie di figure tradizionali come quella dellintellettuale organico o che destra e sinistra avrebbero, almeno in parte, perso i loro connotati tipici? Porre mano a una storia culturale degli ultimi sessantanni, cioè grosso modo dalla fine del fascismo fino ai nostri anni recenti, significa rinunciare a una idea unitaria e progressiva della conoscenza. La caduta delle egemonie culturali, soprattutto quella di cui è stata detentrice la sinistra, lespansione tumultuosa dei mezzi di comunicazione di massa, la trasformazione radicale del modo di pensare e trasmettere il sapere universitario restituiscono unimmagine camaleontica della cultura. Averne descritto i passaggi e saggiato gli effetti è il merito di questo libretto che ci orienta nella crisi del contemporaneo.