Costellato di transenne e divieti di accesso: il museo di Palazzo Abatellis si offre così ai suoi visitatori, a soli due mesi dalla riapertura. Un percorso di spazi negati che inizia dalla sala dei Gagini, interdetta al pubblico perché, inspiegabilmente, al termine dei lunghi lavori di restauro, sono venuti giù alcuni frammenti del soffitto ligneo. Si continua al primo piano, nella sala XI, una sorta di loggia aperta verso il pian terreno, da cui si può osservare il capolavoro del Trionfo della Morte dall'alto e comodante seduti su un panchina. Una delle tante suggestioni regalate dal museo allestito dall'architetto Carlo Scarpa nel 1954. Da oltre un mese, però, la contemplazione dell'affresco medievale è disturbata da tre pannelli di plexiglas, posti davanti la panca, retti da paletti di ferro e alti poco più di un metro e mezzo. Tanto basta per spezzare la visione di chi è seduto. "Motivi di sicurezza", fanno sapere dalla direzione del museo. Prima d'ora le uniche misure di protezione erano due semplici corde rosse, poste un paio di metri prima dalla fine del pavimento, oltre il quale vi è un salto di quattro metri nel vuoto. "Adesso -spiega Giulia Davì, direttrice dell'Abatellis- si è reso necessario pensare a delle vere e proprie transenne. Bisognava adattarsi alla nuova normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che è notevolmente cambiata dagli anni '50 ad oggi. In ogni caso è una soluzione provvisoria, ne stiamo studiando un'altra di minor impatto estetico". "Quello dell'adeguamento dell'architettura scarpiana al nuovo Testo Unico sulla Sicurezza è un problema assolutamente attuale," conferma Orietta Lanzarini, ricercatrice del Centro Carlo Scarpa di Treviso: "si tratta di edifici complessi e 'sensibili'. A seconda dei casi, in Italia, sono state trovate soluzioni più o meno felici. Serve molta delicatezza quando ci si accosta a grandi maestri come Scarpa, perché con interventi sbagliati, anche di piccola entità, si rischia di stravolgere la poetica del progetto originario". Le misure di protezione -prese all'Abatellis, sulla base delle indicazioni tecniche dell'Assessorato regionale alle Infrastrutture- riguardano però anche altre parti del museo. Il caso più eclatante è forse il cortile della nuova ala del museo, inaugurata il 13 novembre scorso. Uno spazio ampio, decorato da statue e fontane. Anche qui, però, transenne e frecce invitano a non rilassarsi troppo e a procedere verso l'uscita. "Si tratta sempre di una soluzione provvisoria; su quel cortile affacciano gli uffici e presto anche i laboratori di restauro del museo. Per motivi di sicurezza, nostra e del pubblico, al momento non possiamo lasciare che quest'area sia praticabile" -spiega la dottoressa Davì- "all'origine del problema c'è la mancanza di un numero di custodi adeguato alla superficie del palazzo che, dopo i lavori di restyling, è raddoppiata ". Un nodo cruciale che -allo studio del nuovo assessore ai Beni Culturali, Gaetano Armao- si riflette anche sugli stessi orari di visita dell'Abatellis. Il museo è infatti aperto tutte le mattine, ad eccezione del lunedì, ma chiuso tutti i pomeriggi, ad eccezione del martedì e del giovedì, giorni in cui, a causa della mancanza di personale, spesso si può visitare solo il pian terreno, con buona pace dei turisti. In molti fanno dietro front, forse si tornerà nei giorni successivi.