LA BATTAGLIA, forse, è vinta. Ma la guerra continua. Quella dei lavoratori del Comunale (e di tutte le fondazioni lirico-sinfoniche d'Italia) che ieri mattina si sono riuniti in un'assemblea pubblica per discutere sui tagli al Fondo unico per lo spettacolo paventati dal decreto tagliaspese ma che, ha assicurato venerdì il ministro Urbani, non ci saranno. Una vittoria della protesta che si è estesa a macchiad'olio coinvolgendo altri importanti teatri d'opera come la Scala e Verona, dicono i sindacati e il sovrintendente Van Straten. Ma davanti all'assenza di comunicazioni ufficiali, i dipendenti del Maggio continuano a nutrire preoccupazione per uno stato di crisi che dura da tempo, e per un futuro sempre più incerto: «Le fondazioni lirico-sinfoniche sono un bene culturale, e come tale va tutelato; chi ci assicura che i tagli siano scongiurati per il 2004 ma non per il prossimo anno?». L'assessore Siliani e il responsabile cultura dei Ds Nardella chiedono una riflessione libera da pregiudizi sulla regionalizzazione del Pus, anche se i dipendenti del teatro nutrono perplessità: «E se la Regione utilizzasse quei soldi per coprire suoi buchi di bilancio?». La delega del Pus alle Regioni appare l'unica via di fuga, conle dovute garanzie, anche per Sandra Logli, della Regione, che ha ricordato la proposta di legge elaborata proprio dalle regioni in materia di spettacolo e presentata venerdì a Bologna, «proposta che sta già muovendo qualcosa» mentre il vicepresidente della Fondazione del Maggio Stefano Berlini, legato al centrodestra, lancia la proposta (su cui i lavoratori nutrono perplessità) di«un avvicinamento del Comunale al mercato, vistala sempre più scarsa disponibilità di finanziamenti statali: la nascita del nuovo Comunale, ad esempio, potrebbe venir finanziata dalla vendita del vecchio immobile, come è accaduto per la Fiera di Milano». Il vicesindaco Matulli (Domenici è assente perché all'estero, ci sono il senatore Passigli, dipendenti della Pergola e dell'Orchestra della Toscana, che, se i tagli al Fus andassero in vigore, si troverebbe 350 mila euro in meno nelle proprie casse) invita a considerare criticamente la promessa del governo di tagliare le tasse: «La filosofia del 'non ti chiedo niente ma non ti do niente' è pericolosissima: i primi a rimetterci saranno la cultura e le classi più deboli». Per adesso non si parla di scioperi, ma c'è la proposta di un concerto diretto da Mehta, a settembre, e una manifestazione nazionale a Roma. Mentre Maggiodanza chiederà a Van Straten di poter tenere un replica straordinaria gratuita dello spettacolo a Boboli dal 14 luglio: «Vorremmo anche che si tornasse all'usanza dei concerti e dei balletti in piazza, davanti a migliaia di persone, momento in cui il Maggio era davvero di tutti i fiorentini».
Urbani rassicura sui tagli - Comunale in agitazione
I lavoratori del Comunale e di altre fondazioni lirico-sinfoniche d'Italia si sono riuniti in un'assemblea pubblica per discutere sui tagli al Fondo unico per lo spettacolo paventati dal decreto tagliaspese. I sindacati e il sovrintendente Van Straten affermano che la protesta è stata vinta, ma i dipendenti continuano a nutrire preoccupazione per uno stato di crisi che dura da tempo. Le fondazioni lirico-sinfoniche sono un bene culturale e devono essere tutelate. L'assessore Siliani e il responsabile cultura dei Ds Nardella chiedono una riflessione libera sulla regionalizzazione del Pus.
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