La società intanto tratta con il Comitato che vuole una modifica del maxi-progetto Fondi ridotti per il progetto firmato da Libeskind. Lappello: "Qualcuno ci aiuti" Citylife, il museo dimezzato Un budget ridotto allosso, che poco lascia alle aspirazioni disegnate nel progetto. Il Museo darte contemporanea firmato Libeskind a Citylife è ancora solo su carta: i lavori dovrebbero iniziare nel 2011 e durare 2 anni, mentre la superficie è tagliata di 10mila metri quadri. Per questo il presidente della Triennale Rampello lancia lidea: «Istituzioni, enti locali e nazionali si tassino per sostenere le spese». Mentre il comitato Vivi e progetta unaltra Milano ha incontrato i proprietari di Citylife, chiedendo ancora di ricollocare le volumetrie. Diciottomila metri quadrati di superficie, costo 40 milioni di euro, pronto nel 2011. Questi i numeri quando, due anni fa, fu presentato il progetto del nuovo Museo darte contemporanea firmato Libeskind a Citylife. Della costruzione non sè vista neppure la prima pietra - «i lavori cominceranno nel 2011 per finire entro 24 mesi», assicura oggi Davide Rampello, presidente della Triennale e regista delloperazione - , larchitetto sta ancora lavorando al progetto esecutivo e il museo oggi, in tempi di crisi, si è molto ridimensionato. Per non dire dimezzato. Con superfici che saranno comprese tra 8mila e 11mila metri quadrati e una spesa di una trentina di milioni di euro. Mancano i soldi per fare di più. Tanto che Rampello, chiamato dal sindaco Moratti a gestire il progetto del nuovo museo fin dalla sua costruzione, lancia lappello affinché istituzioni e amministrazioni pubbliche, dal ministero dei Beni culturali a Provincia, Regione e Camera di commercio, per citarne alcune, si tassino con una sorta di una tantum per sorreggere le spese «oggi sulle spalle del solo Comune». E poter fare così un museo un po più grande. «I 18mila metri quadrati erano la previsione, ora il progetto si aggira attorno agli 8mila - spiega il presidente della Triennale - con un budget di 32 milioni di euro che, sommando lIva, fanno 42. Sarebbe sperabile arrivare a 11-12mila metri quadrati e sarebbe interessante che altri enti potessero mettere allinizio una quota per portare il museo a questa dimensione ottimale. Una specie di una tantum per coprire il costo dellIva, in modo che il budget effettivo di spesa sia 42 milioni di euro. Un accordo tra gentiluomini. Auspico che si faccia questa riflessione. Capita una sola volta di progettare un museo del genere». Intanto Citylife incontra la sua spina nel fianco, il comitato "Vivi e progetta unaltra Milano". O meglio, lincontro cè stato laltro giorno con gli avvocati delle due parti, momento in cui il comitato ha ribadito le proprie posizioni, chiedendo a Citylife di rivedere il progetto. I cittadini hanno appena vinto, in parte, un ricorso al Tar che ha imposto alla cordata di imprese di versare al Comune, come monetizzazione degli standard urbanistici dellarea intorno alla vecchia fiera, 16 milioni di euro. Ora entrambe le parti potrebbero ricorrere al consiglio di Stato, che in questo secondo grado di giudizio potrebbe confermare la sentenza del Tar, oppure dare ancora più ragione al comitato, accettando le altre contestazioni respinte dal tribunale amministrativo. Oppure favorire Citylife. Nessuno ancora ha presentato il ricorso, anche se Citylife annuncia di averlo pronto nel momento stesso in cui nega di voler aprire una trattativa con il comitato. Resta che lincontro cè stato, e nelloccasione "Vivi e progetta unaltra Milano" ha sostenuto ancora una volta la necessità di ricollocare le volumetrie. Per non costruire case, come nel progetto, così a ridosso delle strade, sul fronte perimetrale, ma più a nord ovest, nella nuova area che la Fiera cederebbe al Comune e dove andrebbe collocato anche il nuovo museo Libeskind.