Quest'anno ci siamo giocati l'Austria. Così recita uno slogan coniato dal Wwf per sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema della deforestazione in Amazzonia. Con esso si vuole dire che ogni anno viene deforestata una superficie di foresta amazzonica pari a quella dell'Austria. Prendendo a prestito lo stesso slogan potremmo dire che quest'anno, in provincia di Napoli, ci siamo giocati Santa Maria la Carità. E quello che viene da pensare all'indomani della sentenza della settima sezione del Tar Campania che ha fatto "chiarezza" sulla inesistenza del vincolo paesaggistico sul territorio sammaritano. La sentenza ha conseguenze molto serie e gravi per l'ambiente della provincia napoletana. In primo luogo potrebbe impedire la meritoria azione demolitrice delle opere edili abusive avviata in questi ultimi mesi dalla Procura della Repubblica di Napoli, premiando ancora una volta chi non ha rispettato la legge rispetto ai cittadini onesti. Chissà se qualcuno si ferma mai a riflettere su che destino possa attendere un paese in cui la legge non viene rispettata ma, al contrario, puntualmente disattesa a favore dei disonesti. Un'ulteriore conseguenza è l'inizio della fine per Santa Maria la Carità, inteso come paese agricolo specializzato nella produzione di ortaggi tipici della gastronomia napoletana. I suoli agricoli che finora erano stati risparmiati dal cemento abusivo, verranno ora sepolti per sempre dalle nuove costruzioni. Verranno in tal modo cancellate l'economia agricola, i prodotti agricoli tipici, il paesaggio rurale, la cultura e la storia di un luogo. Al loro posto fra qualche anno ci saranno tanti palazzi, tanti centri commerciali, tante strade, quel paesaggio triste e desolato cioè che caratterizza la gran parte del territorio della provincia di Napoli e che ne fa sempre più un posto orribile paragonabile a una sconfinata, deforme, triste e angosciante periferia metropolitana. Del resto le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal sindaco del paese Francesco Cascone - non lasciano nessuna speranza. Egli infatti ha dichiarato che la sentenza mette finalmente in condizione il paese di potersi sviluppare potendo esaminare le pratiche del terzo condono (!), e portando alla realizzazione di uno sviluppo non solo agricolo (!), ma anche urbanistico, infrastruttura e commerciale. E' davvero triste dover constatare che nel 2010 c'è ancora chi crede che lo sviluppo di un territorio passi per la cancellazione del paesaggio, per l'impermeabilizzazione dei suoli (con la conseguenza di un'ulteriore perdita di acqua nelle falde), per la cementificazione e la saturazione quindi del territorio. Eppure sarebbe sufficiente che il sindaco uscisse dal suo paese e si recasse in visita nei paesi super sviluppati (almeno nell'immagine che ha dello sviluppo questo amministratore) per vedere come si vive. Basterebbe spostarsi a San Giorgio a Cremano, Portici, Frattamaggiore, Casalnuovo, Casandrino, Afragola, per accorgersi come è bello vivere in un territorio in cui ci sono tante case, tante strade, tanti centri commerciali, e, quindi, nell'ottica del sindaco, tanto sviluppo. Paesi talmente sviluppati che le persone vanno via, che c'è un elevato tasso di criminalità, c'è tanto spaccio di sostanze stupefacenti e che per le nuove generazioni non c'è nessuna prospettiva di vita se non la fuga verso territori in cui ci sia spazio libero, economia sana (agricola, ad esempio), tradizioni, buona qualità della vita. Signor sindaco è proprio sicuro che queste realtà siano sviluppate? Ovviamente non posso che esprimere tutta la mia solidarietà agli alunni delle scuole elementari di oggi di Santa Maria la Carità. Cari ragazzi quando avevo la vostra età, e andavo alle elementari nel mio paese San Giorgio a Cremano camminavo per strade in cui si vedevano campi coltivati ad albicocco e in primavera questi diventavano tutti rosa e profumati per la fioritura, potevamo giocare in strada e la sera si poteva uscire tranquilli. Oggi le stesse strade sono chiuse tra filari di grigi e orribili palazzoni, le strade sono piene di auto, l'aria è irrespirabile e nessuno gioca più in strada ed esce la sera. Nessuno, purtroppo, sa più cosa fare in questo posto così invivibile. Anche quando io ero piccolo c'era un sindaco che firmava le licenze edilizie per sostituire gli albicocchi con i palazzi perché cosi il paese diventava più sviluppato. Ho la sensazione che l'unica cosa che si è sviluppata è il conto in banca di chi guadagna cancellando suoli fertili e seppellendoli sotto uno strato morto di cemento e asfalto.