La svolta è ufficiale. Il nuovo corso di Brera si è aperto, ieri, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell' ordinanza firmata il 30 dicembre dal premier Silvio Berlusconi: Mario Resca, il direttore alla valorizzazione del patrimonio del ministero per i Beni e le attività culturali, è il neocommissario straordinario del polo museale milanese. E ora? All' ex manager di McDonald' s l' impresa di sbloccare un' impasse che zavorra e fa litigare Pinacoteca e Accademia da quarant' anni: «Tutti mi hanno detto che è una missione impossibile, forse anche per questo ho accettato la sfida - riflette Resca -. C' è un grosso lavoro da fare e lo faremo. Milano merita un museo competitivo a livello internazionale. Brera, oggi, non lo è». La sfida, dunque. Il progetto di restyling e ampliamento della Pinacoteca, già finanziato e affidato dall' architetto Mario Bellini, è legato a doppio filo al trasferimento dell' Accademia dalla sede storica. Il presidente dell' istituto, Gabriele Mazzotta, sta definendo i dettagli del (contestato) trasloco nell' ex caserma di via Mascheroni assieme al direttore regionale Mario Turetta: «Resca troverà il grosso del lavoro già fatto - sorride Mazzotta -. A febbraio sarà pronto». La soprintendente Sandrina Bandera è soddisfatta ma predica cautela: «Il prestigio dell' Accademia merita rispetto». Frena il direttore Gastone Mariani: «La caserma è inadeguata, preferiamo Palazzo Citterio o Palazzo Cusani. Aspettiamo il progetto». La nomina di Resca è stata accolta polemicamente dalla Uil: «Il compenso è troppo alto». La replica: «Commissari ci sono già agli Uffizi o a Pompei». A Brera, trovata la guida, ora servono soldi: 52 milioni solo per rifare il museo. Chi li mette? Pagina 1