Il sì più delicato e atteso è arrivato ieri mattina: la Soprintendenza milanese ai beni paesaggistici ha sposato il progetto di riqualificazione dell' area di Sant' Ambrogio, dietro la basilica, dall' ossario a largo Gemelli, davanti alla Cattolica. L' architetto Alberto Artioli ha depositato il parere favorevole alla direzione regionale ai Beni culturali, specificando che i suoi uffici seguiranno il cantiere dei box e le opere in superficie. Nei prossimi giorni - due, tre al massimo - il piano sarà licenziato anche dalla direzione lombarda e dalla Soprintendenza archeologica. L' orientamento, fanno sapere, è favorevole: «L' intervento è migliorativo». Ora è ufficiale: l' iter per la costruzione del parcheggio interrato può ripartire. Il Comune aveva consegnato il dossier alla Soprintendenza meno di un mese fa: è la seconda tranche del programma di risistemazione dell' area, un intervento da 400 mila euro (a carico dell' impresa costruttrice) su pavimentazione, verde, illuminazione e arredo urbano. È il lotto mancante per cui sono indagati dalla Procura sia Artioli sia il direttore regionale Mario Turetta: negli interrogatori di novembre il pm Pirotta aveva contestato ai due funzionari proprio l' assenza di un progetto organico. Il ridisegno dell' ambito storico, adesso, è completo. Dieci anni di polemiche, raccolte di firme, comitati di saggi. La giunta Albertini approvò nel 2000 il primo progetto di box accanto alla basilica, successivamente modificato e integrato (236 posti a rotazione e 350 privati, su 5 livelli). Nella piazza sono stati completati solo gli scavi archeologici, il cantiere è fermo da mesi, davanti ai palazzi c' è una voragine ricoperta di terra. Italia Nostra ha scritto l' ultima lettera-appello al ministro Bondi una settimana fa: «Blocchi lo scempio». Nessuna risposta. Pagina 2