Il critico: "Non sta a me dirlo". Lidea è quella del Padiglione Italia Lipotesi di Vittorio Sgarbi come direttore del Padiglione Italia alla Biennale arte di Venezia del 2011 prende corpo rapidamente. La nomina si avvicina a grandi passi. Tra dubbi ma anche consensi da parte della critica. E «forti perplessità» espresse da Amerigo Restucci, componente del cda della Fondazione veneziana, «sulla decisione di dare questo incarico sul Padiglione Italia prima ancora di aver deciso chi sarà il critico che dirigerà lintera 54esima edizione della mostra». Ieri mattina il critico e sindaco di Salemi è stato a colloquio al ministero con Sandro Bondi. E a proposito dellincarico in serbo per lui al Padiglione Italia, ha ripetuto: «Non sta a me dirlo. Nel tempo mi hanno fatto diverse proposte e io ho sempre atteso, sono disponibile. Anche lipotesi di cui si parla in questi giorni ha precisato è un pensiero, immagino, del ministro. E comunque non ho chiesto mai niente a nessuno». Oggi alle 17,30 i due si rincontreranno a Roma per la presentazione al ministero del libro di Sgarbi, introdotto da Antonio Paolucci e Alvar González-Palacios, LItalia delle meraviglie, una cartografia del cuore. E potrebbe essere questa loccasione per sciogliere gli ultimi dubbi sul suo arrivo in Laguna per risollevare il Padiglione Italia, anche se nei corridoi del Collegio romano si ipotizza che a questa nomina se ne accompagnerebbe unaltra, non meglio precisata, e sempre di prestigio. Dubbi sulla scelta arrivano da Achille Bonito Oliva: «La mia Biennale del 1993 spiega il critico fu multiculturale, multimediale e transnazionale. Lo spirito dello statuto auspica infatti che lesposizione colga lo Zeitgeist del momento artistico, e non politico. La nomina potrebbe anche andare bene se Sgarbi realizzasse la sua "Beauty-Form" con artisti capaci di rappresentare una vagheggiata idea di bellezza. Ma calata nel nostro tempo problematico, complesso, globale. Unepoca in transito perenne che non può essere recintata in unestetica di pura conferma del passato». E se Ida Gianelli direttore del Padiglione Italia nel 2007 quando questa istituzione «riprese vita» dopo otto anni di oblio si trincera dietro un «no grazie, non commento», Lorenza Trucchi, che della Biennale è stata diverse volte commissario, coglie gli aspetti positivi della nomina. «Sgarbi è una persona aperta. Certo, come studioso è più sensibile allarte del Rinascimento che al contemporaneo. Ma nel nuovo incarico saprà certamente circondarsi di collaboratori adatti al ruolo. Con lui un po di aria ossigenata soffierà finalmente in Laguna». Per Gino Agnese «Sgarbi è un riconosciuto e importante studioso del passato, dal Quattro al Settecento, ma un saltuario frequentatore dellarte contemporanea. Comunque taglia corto il presidente della Quadriennale darte di Roma la mostra è tra due anni e la scelta è prematura». Che è poi lopinione del direttore dello Iuav di Venezia, e consigliere del cda della Biennale, larchitetto Amerigo Restucci: «La notizia mi ha colto molto di sorpresa perché prima si deve fare la nomina del curatore della Biennale arte del 2011». Fu Harald Szeemann nel 1999 a diffondere il Padiglione Italia "Dappertutto", di fatto eliminandolo. Due anni dopo lo stesso critico affidò alla neonata direzione per larte contemporanea del ministero (Darc) uno spazio ai Giardini, con una retrospettiva su Boetti. Ed è da lì che, ritornato in auge il padiglione nazionale, anche se spostato allArsenale, è nata la prassi di affidare a Roma la nomina del curatore. Dopo la contestata coppia Luca Beatrice-Beatrice Buscaroli nel 2009, ora Bondi potrebbe affidarsi alla cura di Sgarbi.
Incontro con Bondi. Sgarbi, biennale vicina
Il critico Vittorio Sgarbi sarà il direttore del Padiglione Italia alla Biennale arte di Venezia del 2011. La nomina è stata annunciata e Sgarbi ha confermato di essere disponibile per lincarico. Tuttavia, ci sono dubbi sulla scelta, in particolare da parte di Amerigo Restucci, componente del cda della Fondazione veneziana, che ha espresso perplessità sulla decisione di dare lincarico a Sgarbi prima di aver deciso chi sarà il critico che dirigerà lintera mostra. Altri critici, come Achille Bonito Oliva, hanno espresso preoccupazioni sulla scelta di Sgarbi, che potrebbe non essere in linea con lo spirito della Biennale.
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