Ancona La cultura frena. E' mancato il numero legale anche alla ripresa dei lavori dell'Assemblea legislativa delle Marche, dopo la pausa di circa un'ora annunciata dal vicepresidente Francesco Comi. Diciotto i consiglieri risultati presenti con il voto elettronico, più Giancarlo D'Anna (An-Pdl), che aveva chiesto la verifica. Lo stesso D'Anna si è indispettito con il Pd "perché - ha detto rivolto ai colleghi Democratici - non siete capaci di tenere sotto controllo il vostro gruppo". Francesco Comi ha tolto la seduta e così ieri si è arenata la proposta di legge sulla cultura, che riordina il settore, fissa le funzioni della Regione e degli enti locali, prevede la possibilità di collaborazione, consultazione e coordinamento con lo Stato, le università, la direzione scolastica regionale e le autonomie scolastiche. Tra le novità, la Fondazione Marche Musei e il distretto culturale delle Marche, un sistema territoriale di relazioni tra soggetti pubblici e privati per sviluppare le potenzialità del territorio e garantire il governo integrato delle dinamiche di settore. Una legge di "riordino di un confuso quadro normativo regionale, con le prime leggi sulla cultura che risalgono ai primi anni '80, nel quale sono intervenute altre norme, la riforma del titolo V della Costituzione e il Codice Urbani". E' questo il merito principale della proposta di legge numero 259 (norme in materia di beni e attività culturali) che ieri era all'esame dell'Assemblea legislativa delle Marche, secondo il relatore di maggioranza, il socialista Antonio D'Isidoro. Un falsa partenza.
MARCHE. Si frena col riordino del settore cultura
Ancona. La cultura frena. La seduta dell'Assemblea legislativa delle Marche si è arenata ieri dopo la pausa di circa un'ora annunciata dal vicepresidente Francesco Comi. 18 i consiglieri risultati presenti con il voto elettronico, più Giancarlo D'Anna (An-Pdl), che aveva chiesto la verifica. La proposta di legge sulla cultura, che riordina il settore, fissa le funzioni della Regione e degli enti locali, prevede la possibilità di collaborazione, consultazione e coordinamento con lo Stato, le università, la direzione scolastica regionale e le autonomie scolastiche. Tra le novità, la Fondazione Marche Musei e il distretto culturale delle Marche.
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