LA CITTÀ del futuro si svilupperà in una ventina di zone considerate strategiche, lo farà in altezza e avrà a disposizione 300 mila metri quadrati di superfici utilizzabili ricavati dai 500600mila metri quadrati delle aree del comparto delle Ferrovie dello stato gestibili nei prossimi dieci anni con nove piani urbanistici gestiti dai municipi. Èâ??lo scenario che Pier Paolo Tomiolo, direttore di Urban Lab, ha presentato ieri pomeriggio in un incontro alla sala Iride, in via Serra, presieduto dal presidente dell'ordine degli architetti di Genova, Giorgio Parodi, sul tema del Piano urbanistico comunale la cui variante, che prevede l'adeguamento alla normativa regionale in materia di disciplina dell'attività edilizia, l'introduzione di un ambito speciale di conservazione per la collina di Sant'Ilario e alcune modifiche alla zonizzazione della zona B (residenziale satura), con l'introduzione di due specifiche sottozone di conservazione e di riqualificazione, è stato approvato il 16 novembre in consiglio non senza discussioni. Il Puc, ha spiegato Tomiolo, si muoverà su tre livelli: un primo livello che conterrà argomenti e temi sui quali il Comune non può decidere da solo: il terzo valico, i rapporti con l'Autorità portuale, «tutte quelle cose che non possono essere trattate alla stregua della destinazione di un'area a un giardino pubblico». Questo livello darà un quadro programmatico di quello che sarà lo sviluppo della città e sarà disegnato, ha spiegato ancora Tomiolo, «su una carta in scala 1:25.000, per dare una visione d'insieme». Il secondo livello conterrà invece le aree strategiche della città, quelle la cui destinazione sarà decisa dal Comune a decidere. «Mi pare che il documento degli obiettivi, non ancora definitivi, debba ancora "salire" e sicuramente aggiungeremo delle cose - ha detto Tomiolo rispondendo a una domanda sulle potenzialità del territorio -. Dobbiamo pensare la città proiettata in una dimensione di rinnovamento, in competizione con il Nord Ovest, facendo leva sui nostri elementi di forza: il contesto ambientale, il paesaggio e la qualità della vita. Costruiremo "pezzi nuovi" di città, cosa che è molto diversa dal semplice sostituire». Tra le zone che devono essere potenziate e sviluppate, Tomiolo ha parlato di Brin, della zona di San Martino e piazza Terralba, le aree di Brignole e Principe e la Valpolcevera. Zone che presentano nodi infrastrutturali importanti: «Per Brin ci dovrà essere una grande trasformazione, il Puc deve rendere interessanti zone come questa, che è il terminale della metropolitana, il servizio più efficiente della mobilità pubblica. Dobbiamo pensare che lì si faranno nuovi quartieri, e che lo sviluppo potrà essere in altezza». Il terzo livello sarà il livello locale, che sarà organizzato su nove carte in scala 1:10.000. Infatti i referenti saranno i nove municipi: «Ci proponiamo lo scenario della città metropolitana - ha spiegato Tomiolo - saranno nove piani urbanistici coordinati da quello di città (il secondo livello)». «Noi condividiamo e appoggiamo le scelte dell'amministrazione - ha commentato il presidente degli architetti genovesi - e il nostro consiglio è sempre stato orientato in questa direzione: semplificare le carte e prestare maggiore attenzione alle infrastrutture, perché sono quelle che definiscono le aree».