Lintervista «La soluzione è una sola: gli Stati Generali del commercio, alla ricerca di una soluzione unica e condivisa. Non possiamo stare qui a frignare, a contare le banche che una dopo laltra si prendono tutti gli spazi dei negozi. Troviamo animazioni, attrazioni, qualcosa che renda vivo il quartiere». Gianni Vassallo è assessore comunale al commercio: cosa fate, concretamente, affinché le banche non si mangino tutto? «La domanda non è corretta: così sembra che il commercio tradizionale muoia e noi non muoviamo un dito. Se arriva una banca, rispettando tutti i permessi urbanistici, il Comune - qualsiasi Comune - non può fare proprio nulla. E il libero mercato e non labbiamo inventato noi». Quindi cosa potete fare? «La crisi del commercio è un dato globale e Genova non fa eccezione. Ma dato che con le organizzazioni dei commercianti, gli operatori del settore, i sindacati del commercio lavoriamo in continuazione a strettissimo contatto, convocherò tutti nei prossimi giorni, alla ricerca di idee per rendere viva la zona di via Fieschi anche nelle ore "non bancarie"». A Natale non siete riusciti a mettere lilluminazione. «E sempre lo stesso tema. Ci sono grandi marchi internazionali che vivono della loro immagine generale e ci sono piccole-medie attività che resistono nel tempo: con queste seconde cè un dialogo aperto, con gli operatori «esteri» - e il discorso vale finora anche per varie banche - non cè dialogo». (r. n.)