Il prestigio è di quelli che non si discute. I tecnici restauratori dell'ISCR, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, negli anni passati hanno prestato la loro opera anche nella Città Proibita di Pechino e al Museo Archeologico di Kabul, in Afghanistan. E ogni anno continuano ad essere chiamati in tutto il mondo per insegnare ai neofiti l'arte del Restauro che ha restituito come nuova tanta parte del patrimonio artistico italiano. Da Caravaggio ai Bronzi di Riace, molto poco di ciò che veramente prezioso vi è nelle casse di musei, gallerie e collezione d'arte della penisola, non è passato sotto l'attenta lente d'ingrandimento dei suoi tecnici. Ma per la sede storica che li accoglie, quel palazzo Borgia-Cesarini che lo stesso Cesare Brandi volle nel '39 come sede del neonato Istituto, ormai i giorni sono contati. Dopo un contenzioso relativo al canone di locazione iniziato nel 2001 con i Frati Minimi, proprietari dell'antico palazzo nobiliare a pochi passi dal Colosseo, il 12 gennaio è arrivata la comunicazione di sfratto esecutivo. E i dipendenti dell'ISCR si rivolgono ora direttamente al ministro Bondi per evitare un trasferimento immediato e la conseguente interruzione di tutte le attività di ricerca connesse ai restauri che si svolgono nell'Istituto. «Ci preme sottolineare - spiegano nella lettera aperta - che, nel corso degli anni, cospicue risorse economiche dello Stato sono state impiegate per la conservazione e I'ammodernamento tecnologico di ambienti e impianti, indispensabili per le finalità di ricerca, formazione e restauro che l'Istituto da sempre svolge in Italia e nel mondo». Attrezzature eccezionali, quelle a cui fanno riferimento i dipendenti, come ad esempio l'apparecchiatura di lavaggio con acqua deionizzata e impregnazione sotto vuoto appositamente realizzata per il restauro delle sculture del grifo e del leone del Palazzo dei Priori a Perugia. Ma anche i laboratori di analisi chimiche e biologiche che rappresentano il punto di partenza per qualsiasi restauro, oppure l'archivio fotografico dell'ISCR, attualmente in corso di digitalizzazione. «Sarebbe necessario interrompere i lavori a metà in attesa di una nuova sede - continuano - perché la tanto annunciata riunificazione negli spazi del complesso monumentale del San Michele a Ripa, dove parte dell'istituto venne trasferito negli anni 80, non è mai avvenuta. E anzi, parte di quegli spazi sono stati nel frattempo occupati da altri uffici e quindi non sono più liberi». Senza dimenticare che solo in questi giorni è stato appena intrapreso il restauro della fontana dei Quattro Fiumi del Bernini a piazza Navona e quello dell'Annunciazione del Caravaggio proveniente dal Museo des Beaux Arts di Nancy che a febbraio dovrà lasciare l'Istituto per essere esposto nell'attesissima mostra alle Scuderie del Quirinale. Da qui l'appello al Ministro per un intervento diretto. E la risposta del Direttore generale Roberto Cecchi e del Segretatio Generale del Ministero, Giuseppe Proietti. «I Frati Minimi avevano inizialmente accettato una proroga, molto ben pagata, di tre anni. Ma poi hanno fatto dietrofront», spiegano annunciando anche per la fine di febbraio l'atteso bando di riapertura della scuola di formazione, fiore all'occhiello dell'Istituto, che da cinque anni aveva chiuso le iscrizioni. «Sono già state individuate aree idonee per l'accoglienza di 70 dipendenti dell'ISCR in alcuni spazi del San Michele. Per il trasferimento definitivo della struttura bisognerà aspettare qualche mese quando la direzione generale per il Lazio si sposterà alla Cripta Balbi lasciando libero tutto il fronte del complesso architettonico verso la Porta Portese. Dove l'Istituto potrà essere finalmente riunificato».