ROMA - LIstituto centrale per il restauro rischia lo sfratto dalla sede di Palazzo Borgia dove è sistemato da quando sorse, nel 1939. E tutti i dipendenti del prestigioso istituto si rivolgono al ministro Sandro Bondi chiedendo che il ministero faccia quel che non fa da anni, cioè risolvere il contenzioso con la proprietà (un ordine religioso) o trovare una soluzione alternativa. Attualmente lIstituto è diviso in due sedi, Palazzo Borgia e il complesso del San Michele, in attesa di una riunificazione promessa, ma mai attuata. Nel frattempo, sottolineano i restauratori, «cospicue risorse economiche dello Stato sono state impiegate per la conservazione e lammodernamento tecnologico di ambienti e impianti». Il rischio concreto, scrivono ancora i restauratori, è che «a fronte di un trasloco a tappe forzate - da attuarsi nel giro di poche settimane - personale ed attrezzature vengano dislocati in modo frammentario e inadeguato».
ROMA - La storica sede dal 1939. LIstituto del restauro rischia lo sfratto
ROMA - LIstituto centrale per il restauro rischia lo sfratto dalla sede di Palazzo Borgia dove è sistemato da quando sorse, nel 1939. E tutti i dipendenti del prestigioso istituto si rivolgono al ministro Sandro Bondi chiedendo che il ministero faccia quel che non fa da anni, cioè risolvere il contenzioso con la proprietà (un ordine religioso) o trovare una soluzione alternativa. Attualmente lIstituto è diviso in due sedi, Palazzo Borgia e il complesso del San Michele, in attesa di una riunificazione promessa, ma mai attuata. Nel frattempo, sottolineano i restauratori, cospicue risorse economiche dello Stato sono state impiegate per la conservazione e lammodernamento tecnologico di ambienti e impianti. Il rischio concreto, scrivono ancora i restauratori, è che a fronte di un trasloco a tappe forzate - da attuarsi nel giro di poche settimane - personale ed attrezzature vengano dislocati in modo frammentario e inadeguato.
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