Un concerto «a sostegno della Cultura», ma soprattutto per far sentire al governo una voce contraria a una politica avara nei confronti della cultura e della musica, quello diretto ieri agli Arcimboldi di Milano da Riccardo Muti, terminato in un bis suggestivo col pubblico in piedi a cantare il Va' pensiero insieme al coro scaligero. Muti, direttore musicale della Scala, si è rivolto al pubblico prima di iniziare il concerto: «I problemi della cultura non sono problemi da risolvere giorno per giorno, quasi fosse un obolo alla questua. Oggi ho visto sui giornali che la revoca dei tagli al Fus (il Fondo unico dello spettacolo, ndr) è stata letta come una vittoria. Ma la parola vittoria evoca la presenza di un nemico. Vorrei sapere chi è stato vinto...». In ballo, dopo i ventilati tagli al Fus (il 20 nel 2004 e il 40 nel 2005), è l' esistenza stessa delle Fondazioni musicali, come aveva sottolineato, prima di Muti un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dello spettacolo. Muti ha ricordato che «il nostro Paese è importante perché è importante la sua storia (...) il governo attuale e tutti quelli che si succederanno dovranno rendersi conto che la cultura è un dovere e un diritto dei cittadini. Siamo stanchi di chiedere!».
Concerto di Muti contro i tagli del governo
Ieri, a Milano, Riccardo Muti ha diretto un concerto a sostegno della cultura e della musica, con l'obiettivo di far sentire al governo la voce contraria ai tagli al Fondo unico dello spettacolo (Fus). Muti ha sottolineato che i problemi della cultura non possono essere risolti "giorno per giorno" e ha ricordato che il governo attuale e quelli futuri dovranno rendersi conto che la cultura è un dovere e un diritto dei cittadini. Il concerto è stato un successo, con il pubblico in piedi a cantare il "Va' pensiero" insieme al coro scaligero. Muti ha anche ricordato che il nostro Paese è importante perché è importante la sua storia.
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