ARTE. Non cessa la polemica sulla controversa pubblicità ministeriale Anche l'ex ministra Giovanna Melandri (Pd), che resse i Beni culturali nel governo Prodi, contesta la campagna di comunicazione con lo slogan «Se non lo visitate lo portiamo via» riferito ai monumenti. Su questa pagina l'avevamo definita più una minaccia che una provocazione, visto che già ci sono giunte leghiste, come a Verona, che hanno deciso di vendere palazzi monumentali «perché non rendono». Con le stesse parole aveva poi contestato la propaganda ministeriale anche Riccardo Chiaberge sul Sole 24 Ore. La campagna «oltre a essere di pessimo gusto è fortemente diseducativa», dice ora Giovanna Melandri, intervistata dall'Ansa. I manifesti con il David di Michelangelo elitrasportato a Londra e il Colosseo smontato dalle gru sono una trovata di Mario Resca, l'ex manager dei panini McDonald's assunto dal ministro Bondi come direttore generale. «Anziché considerare l'arte una ricchezza e un diritto di cui tutti sono chiamati a godere e valorizzare le opportunità di crescita spirituale ed economica che dall'arte scaturiscono», dice Giovanna Melandri, «il ministero degrada il patrimonio artistico a merce che vale la pena di conservare solo se genera reddito, altrimenti, meglio venderlo a qualche illustre rigattiere. Che questa idea sia quella del ministro Bondi e del suo direttore Resca lascia allibiti».