RONCÀ. Il sindaco Turri ricorda che il rilancio del museo è sempre stata una delle priorità della sua amministrazione Sul monte Duello e in località Costo gli archeologi cercheranno molluschi e mammiferi vissuti 40 milioni di anni fa A caccia di molluschi e mammiferi marini del Bartoniano, cioè vissuti tra i 40 ed i 37 milioni di anni fa. Ha questo obiettivo la richiesta di concessione di scavo avanzata dal Comune al ministero per i Beni culturali e ambientali. Le aree che, in caso di risposta affermativa, dovrebbero essere sottoposte ad indagine a partire da questa primavera sono quelle di località Grumolo sul Monte Duello (nel Comune di Montecchia) e località Costo nella Valle della Chiesa in Comune di Roncà. «La metodologia prescelta è quella stratigrafica e le ricerche permetteranno di rintracciare due dei più importanti giacimenti a molluschi e mammiferi marini del Bartoniano, noti già alla fine del '700», ha scritto il sindaco Roberto Turri nella sua istanza al ministero. Nella richiesta chiarisce anche le finalità degli scavi cioè «integrare ed ampliare le conoscenze sulla fauna del cosiddetto Orizzonte di Roncà». Si chiama così l'orizzonte fossilifero (una precisa posizione nella successione stratigrafica) della zona: i fossili affiorati negli ultimi due secoli e mezzo raccontano infatti di una ampia laguna del mare caldo della Tetide in cui emergevano tre vulcani, gli attuali monti Calvarina, Crocetta e Duello e della trasformazione del paesaggio tropicale e sottomarino di una quarantina di milioni di anni fa nel panorama continentale di oggi. A raccontare questa storia sono i fossili che da quarant'anni costituiscono la collezione del museo di Roncà e quelli che si spera di ritrovare con i nuovi scavi dovrebbero servire a «ricostruire le reali associazioni faunistiche» del luogo. Il preventivo per la realizzazione degli scavi, che saranno seguiti e coordinati da Roberto Zorzin, conservatore della sezione di geologia e paleontologia del Museo civico di Storia naturale di Verona e già curatore del museo roncadese, è di 10mila euro: il Comune di Roncà investirà direttamente nel progetto 5mila euro e per la parte restante il sindaco Roberto Turri ha già presentato domanda di contributo regionale. Sono tre i luminari che verranno direttamente coinvolti negli scavi: il profilo paleontologico sarà competenza di Paolo Mietto (università di Padova), dello studio dei pollini sarà competenza di Carla Alberta Accorsi (Museo di paleoboliogia e orto botanico dell'università di Modena e Reggio Emilia) mentre Michele Mattioli (università di Urbino) si occuperà dello studio petrografico e mineralogico. Lo aveva detto a chiare lettere Roberto Turri, sindaco dallo scorso giugno, che il rilancio del museo sarebbe stata una delle priorità della sua amministrazione: non poteva esserci notizia migliore per l'associazione paleontologica Gruppo Val Nera della vallata d'Alpone, quella che negli anni '70 mise insieme i fossili recuperati nella zona di Roncà fondando contestualmente un centro di cultura naturalistica. All'epoca furono riuniti una cinquantina di esemplari tra vertebrati, invertebrati, filliti che nel 1975 il Comune riunì in un primo museo, sempre alle Casette. Successivamente la collezione traslocò alla scuola media e nel 2004 a conclusione della ristrutturazione dello stabile che fiancheggia il municipio vennero organicamente riuniti nella collezione del nuovo museo. A questo proposito va ricordato che il Consiglio comunale, su iniziativa di Turri, negli ultimi mesi ha riattivato la procedura per il riconoscimento di museo all'esposizione di Roncà al fine anche di inserirlo nella rete delle strutture regionali. Tornando, comunque, al «nuovo» museo, la stella della collezione è il calco del Prototherium veronense. Il fossile completo del sirenide vissuto quaranta milioni di anni fa e rinvenuto nel 1875 sul Monte Duello è custodito all'istituto di geologia di Padova, ma a Roncà c'è il calco completo del suo scheletro. Il Gruppo Val Nera ha da poco rinnovato il proprio direttivo eleggendo presidente Giancarlo Tessari, il volontario «tutto casa e museo». È lui che garantisce l'apertura dell'allestimento ospitato nelle ristrutturate Casette della piazza ed è lui che si occupa della manutenzione del sentiero naturalistico-paleontologico nel Parco dei fossili. In direttivo siedono anche Beatrice Zambon, Aldo Tregnago, Gianni Gallinetta, Antonio Gamba, Giuliano Framarin e Luciano Cavazza. Hanno tutti brindato alla richiesta di procedere a nuovi scavi. [FIRMA]
Nuovi scavi a caccia di fossili. Richiesta inviata al ministero
Riassunto in 200 parole:
Il sindaco di Roncà, Roberto Turri, ha presentato una richiesta di concessione di scavo al ministero per i Beni culturali e ambientali per esplorare le aree di località Grumolo sul Monte Duello e Costo nella Valle della Chiesa. L'obiettivo è quello di raccogliere molluschi e mammiferi marini del Bartoniano, vissuti 40 milioni di anni fa. La metodologia prescelta è quella stratigrafica e le ricerche permetteranno di integrare ed ampliare le conoscenze sulla fauna del cosiddetto Orizzonte di Roncà. Il preventivo per la realizzazione degli scavi è di 10mila euro, di cui il Comune di Roncà investirà 5mila euro.
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