A partire dalla modella Giovane, sottile, ricca nellabbigliamento e nella acconciatura: una figura ammaliante Sensazioni che si intrecciano per la restauratrice Patrizia Riitano, davanti alla tela de La Bella, arrivata lo scorso giugno allOpificio dalla Galleria Palatina, che ormai ripulita, ha perduto completamente la pesante patina di vernici giallo-scuro. La misteriosa e sensuale fanciulla ritratta da Tiziano ha ritrovato lincarnato purpureo delle guance, loro della lunga collana al collo, il luccichio dei pendenti di perle agli orecchi, «leleganza della complicata acconciatura, la fastosa ricchezza dellabito blu, con ricami, velature prima invisibili e gli straordinari sbuffi candidi che escono dalla veste» puntualizza la restauratrice. Il ritratto della Donna che ha la veste azzurra, dipinto dallartista nel 1536, «è una rara opera mai toccata da alcun restauro del '900, a parte alcune vernici ripassate in epoca napoleonica» spiega Isabella Lapi Ballerini, soprintendente dellOpificio. Appartenuto al Duca di Urbino Francesco Maria della Rovere (i documenti confermano che fosse esposto nella camera detta la Cappella di Vittoria della Rovere, quindi passato in eredità a Cosimo III), il quadro (cm. 89x75,5) fu inventariato tra le collezioni medicee a Firenze nel 1694, fu poi sottratto dalle requisizioni napoleoniche e portato al Louvre a Parigi nel 1799 e infine restituito alla Galleria Palatina dopo il Congresso di Vienna nel 1814. Sullidentità della fanciulla, forse una modella veneziana , una "favorita" di Tiziano, chiamata per la sua carica erotica anche "La maitresse di Tiziano", o la "Venere vestita di Tiziano" - vista la somiglianza con la sua Venere di Urbino conservata agli Uffizi e con La fanciulla in pelliccia al Kunst di Vienna - infine diventata solo "La Bella di Tiziano", si incrociano ricerche e congetture. Di certo a fine restauro, previsto entro questanno e sicuramente celebrato come un evento glamour al pari della Madonna del cardellino di Raffaello, gli studi in corso da parte della storica dellarte Fausta Navarro racconteranno molto di più. Anche se la sua identità forse resterà misteriosa, legata a quel modello ideale di donna che vede somiglianze e tratti affini in quasi tutti i ritratti femminili di Tiziano. Intanto la tela, come già avvenuto per i dieci anni del restauro della Madonna di Raffaello, è affidata alle cure di Patrizia Riitano, per i ritocchi e la selezione delle cadute di colore. «Unaltra icona, un altro ideale di bellezza diversissimo da affrontare - spiega la restauratrice - Ho impiegato tempo per entrare in questo nuovo intervento. È stato un cambiamento drastico di stile, tecnica e colori. Dal lavoro lenticolare e certosino sulla tavola di Raffaello alla pennellata fluida di Tiziano. La Bella poi è un ritratto, mi osserva frontalmente, ammicca. Sono passata dalla bellezza classica e materna della Madonna di Raffaello, allincontro intrigante con la sensualità del ritratto di Tiziano con una sorta di straniamento». Quale preferisce? «Sono così diverse e lontane, bellissime entrambe. Ma La Bella è una fanciulla, giovane, sottile e così ricca nellabbigliamento e nellacconciatura. Sì, ammaliante» conclude Riitano.