Dal 2004 al gennaio di un anno fa: la procura ha ricostruito i pagamenti di Soria con fondi pubblici Le fatture facevano riferimento a lavori in diverse sedi del premio in realtà coprivano acquisti di beni destinati alla sua vita privata Ai pm i fornitori hanno spiegato il vero approdo: ora il liquidatore Stasi potrebbe volere la restituzione del denaro Uno dei tanti nomi tra quelli di architetti del giardinaggio, vetrerie darte, antiquari, case dasta, impresari edili, artigiani idraulici, venditori di piastrelle e di mosaici e negozi di elettrodomestici che, per almeno cinque anni (dal 2004 e sino al gennaio di un anno fa: pochi giorni prima che esplodesse lo scandalo e il «patron» finisse in carcere), sono stati pagati dal fondatore del Premio Grinzane Cavour con denaro pubblico, ma per commesse o beni destinati invece alla sua vita privata. Questa, almeno, è laccusa della procura di Torino che, fatture, matrici degli assegni di pagamento e ricevute dei bonifici bancari alla mano, ha inserito quellelenco nel documento di «chiusura indagini» della clamorosa inchiesta dalla quale fu travolto limpero culturale di via Montebello 21. In tutto 608.266,30 euro che vanno ad aggiungersi agli 800mila euro distratti per acquistare lalloggio privato di 500 metri quadrati al terzo piano di via Montebello 21 e ai 443.544 utilizzati per far restaurare e tappezzare quellappartamento, quello di Ospedaletti in Liguria e quello di Parigi. Cifre che i pm tengono distinte dal denaro (sempre pubblico) speso invece (ma utilizzandolo per finalità diverse da quelle indicate al momento della concessione dei finanziamenti da parte del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte e della Regione Piemonte e dunque compiendo anche in questo caso un reato) per retribuire forniture e consulenze effettive dellAssociazione «Grinzane Cavour»: in tutto un milione 104.562,56 euro. Le «prestazioni rese in favore di Soria Giuliano», tenuto conto dei settori commerciali dei singoli fornitori, disegnerebbero invece il «libro dei sogni» di una gestione sfarzosa di abitazioni e residenze private. Per ogni società o persona citate, lelenco indica il periodo nel quale sono avvenuti i vari versamenti, le singole somme e le banche dai cui conti, intestati al Grinzane Cavour (Intesa San Paolo, Unicredit, Banca del Piemonte e le Casse di Risparmio di Saluzzo, di Savigliano e di Fossano), sono partiti gli ordini di pagamento in risposta ad assegni o bonifici. La cifra più consistente riguarda unimpresa edile del Torinese: quattro diversi pagamenti da 114mila, 8.690, 7mila e 8.690 euro. Quasi 100 mila euro risultano versati poi a una grande ditta di arredamenti, quasi 14 mila a un idraulico, mentre la prestazione di un architetto esperto nella realizzazione di giardini è costata molto di meno: «appena» 2.853 euro. Un altro architetto torinese, invece, fattura quasi 13mila euro, mentre un restauratore e antiquario di fama ha incassato, in due tranche, 70mila euro. Lacquisto di vetri è costato 20mila euro, quello di mosaici 16mila euro, uno stock di piastrelle e pavimenti arriva a 17.623 euro. Le fatture, ufficialmente, facevano riferimento sempre a lavori, prestazioni o forniture avvenute nellambito delle ristrutturazioni della sede del premio (nello stabile dellAntonelli di via Montebello 21: «Palazzo Casana») o del «Castello di Rorà» e del «Palazzo Grinzane» (entrambi a Costigliole dAsti). In realtà, i fondi utilizzati per pagare erano proprio quelli destinati a quelle opere, ma i singoli fornitori convocati dalla Guardia di Finanza e dai pm hanno poi spiegato il vero approdo dei beni e delle singole prestazioni dopera. Un notissimo negozio del centro di Torino, specializzato in «soluzioni dinterni», ha ricevuto ad esempio 7mila euro, una curatrice di ambientazioni architettoniche e di arredamento è costata 20mila euro. Così come unimportante casa daste, anchessa con vetrine e saloni a pochi passi da piazza Carignano, si è vista staccare assegni per 19mila euro. Mettere i termosifoni, tra Parigi, Torino e la Liguria, ha fatto scattare una spesa di 15mila euro, mentre due diversi negozi di elettrodomestici hanno indicato forniture, per apparecchi non meglio specificati, per tre importi: 620, 3.600 e 2.700 euro. Due, infine, i reati che la procura contesta a Soria per queste spese: malversazione ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Quanto a chi ha incassato quelle somme, fatture e matrici di pagamento ora torneranno nelle mani del liquidatore dellAssociazione Grinzane Cavour, Enrico Stasi. Sarà lui, nel caso accertasse che i fornitori erano coscienti dei comportamenti illeciti del «professore», a pretendere la restituzione del denaro. Professionisti, artigiani e commercianti potranno poi rivalersi su Soria.
TORINO - Dalle case dasta alle vetrerie darte ecco le spese del patron del Grinzane
La procura di Torino ha indagato Soria Giuliano, fondatore del Premio Grinzane Cavour, per aver utilizzato fondi pubblici per pagare beni e servizi per la sua vita privata. Le indagini hanno rivelato che Soria ha pagato 608.266,30 euro a 608 fornitori, tra cui un'impresa edile, un grande arredamento, un idraulico e un restauratore, per beni e servizi non utilizzati per le opere di restauro del premio. I pagamenti erano stati effettuati con denaro pubblico, ma le fatture erano state false e facevano riferimento a lavori effettuati nell'ambito delle ristrutturazioni del premio.
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