L'Accademia di Brera si è trasferirà nella caserma di via Mascheroni. A ribadire il via libera politico tre ministri, il sindaco Letizia Moratti e il neo-commissario Mario Resca. Si va avanti con lo spostamento delle Belle Arti dalla sede storica, dunque, nonostante il no secco e le proteste degli studenti e di parte dei docenti. Il vertice con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini (Istruzione) e Sandro Bondi (Beni culturali) è avvenuto a Palazzo Marino negli uffici del sindaco. Poco più di un'ora di faccia a faccia per ribadire la volontà di procedere con il progetto della Grande Brera, firmato dall'architetto Mario Bellini: l'espansione della Pinacoteca, la valorizzazione del patrimonio con lo spostamento di alcuni capolavori nel vicino Palazzo Citterio (che sarà anche sede di altri collezioni). Nel mezzo l'Orto Botanico, un gioiello verde da rilanciare. La road map dei lavori, dal trasferimento fino ai nuovi allestimenti sarà redatta da Resca e sarà pronta entro sessanta giorni. Due mesi o poco più per il piano dei lavori, giusto il tempo, per Resca, di acquisire e studiare l'intero dossier. Insomma, nel centro di Milano di qui a pochi anni sorgerà una vera e propria cittadella della cultura. «L'obiettivo è far sì che Brera diventi museo all'altezza delle grandi strutture europee e che ci sia una grande valorizzazione anche dell'Accademia», ha sottolineato la Moratti. Finora non è accaduto: nonostante l'enorme valore del patrimonio artistico, Brera non figura tra i musei più frequentati. Così il Comune e i ministeri competenti hanno deciso di premere il piede sull'acceleratore nel percorso di valorizzazione: hanno ragionato sulla possibilità di individuare nuove strumenti di finanziamento per portare a termine il progetto della Grande Brera. A questo proposito La Russa ha già messo a disposizione fondi per portar via dalla caserma di via Mascheroni l'archivio della leva milanese, per far sì che, dopo il necessario intervento di ristrutturazione, possa ospitare gli studenti. «È incredibile che un museo come Brera, che ha bellezze superiori a molti altri musei europei abbia un numero così basso di visitatori - ha osservato La Russa - È come avere una Ferrari e tenerla sempre chiusa nel box. Ho dato la mia piena disponibilità a sostenere questo progetto cui può opporsi solo chi ha pregiudizi ideologici o atteggiamenti dettati dalla pigrizia», il riferimento neppure troppo velato è ai docenti ribelli e agli studenti. Questi ultimi, ora, promettono battaglia. Ma difficilmente potranno fermare un processo già innescato che ieri ha ricevuto nuovo impulso.