LA LETTERA I titolari della Libreria Internazionale Treves, Salvatore De Martino e Rosario Wurzburger hanno inviato una lettera aperta alla città. Il giorno15 luglio 2004 è prevista l'esecuzione dello sfratto della storica libreria Treves dai locali di via Toledo 249-250, sulla base di un provvedimento del giudice dell'esecuzione che non ha ritenuto di accogliere l'opposizione della Società Treves, locataria dell'immobile nel quale ha sede la libreria. A nulla è valso l'impegno del Comune di Napoli che ha nominato la Commissione per la valutazione e la tutela dei siti delle attività di storica collocazione, prevista dal nuovo piano regolatore Generale, che dovrà definire i criteri per l'individuazione dei siti delle attività di storica collocazione. A nulla è valso che il vicesindaco Rocco Papa, abbia fatto esplicito riferimento alla possibiltà per questa via di evitare l'allontanamento dalle sedi dell'attività delle librerie Treves e Colonnese, risorsa preziosa per Napoli, quali testimonianza della storia, dell'arte, della cultura e del costume della nostra città. Né che l'opinione pubblica si sia espressa con interventi di sostegno sulla stampa. Né ha sortito effetto la mobilitazione degli intellettuali promossa il 18 giugno scorso dall'Istituto italiano per gli Studi Filosofici. L'unico diritto che sembra trovare tutela oggi in questa città è il diritto di proprietà. Mentre nessuna tutela è assicurata alla conservazione della memoria collettiva di Napoli, alla diffusione della cultura, alla tradizione culturale della città, né tanto meno alle persone che della libreria Treves hanno fatto un impegno quotidiano e che rischiano di vedere annullato il frutto di una attività pluriennale, che certamente non è premiante dal punto di vista economico, ma nella cui funzione sociale hanno creduto e che è comunque la base di sostegno per le loro famiglie. Per il giorno 15 luglio dalle ore 9, orario previsto per l'esecuzione, chiediamo la solidarietà della cittadinanza, della stampa, di tutti gli esponenti del mondo della cultura napoletana, al fine di assicurare un presidio presso la libreria a difesa dei diritti della tradizione, della storia, della cultura, della città, di cui la libreria è testimonianza.