Anche le piccole imprese dal cuore grande si mobilitano per salvare la basilica di Santo Stefano. Altri 5.500 euro sono stati infatti versati sui conti correnti aperti dal Carlino per raccogliere fondi per restaurare il complesso monumentale delle Sette Chiese. Mammola Bertoni alla direzione dell'azienda emiliana Multicereals insieme con i figli Michele e Cristiano Clò non si è tirata indietro di fronte all'appello lanciato sulle nostre pagine da Marco Minella, segretario generale della cooperativa Camst. «La grande generosità dei bolognesi non basta, per salvare Santo Stefano serve il contributo economico delle imprese», aveva tuonato Minella. E, pronta, la Bertoni ha risposto con una donazione di 2.500 euro. Un gesto generoso nonostante il momento di crisi. «Ho risposto alle parole di Minella perché mi sembrava doveroso farlo», risponde con semplicità Mammola. Fossero tutti così, si potrebbe aggiungere. «E un'iniziativa importante afferma la Bertoni e se tutte le piccole imprese aderissero potremmo farcela. Un bene culturale come Santo Stefano va curato e protetto, Bologna è ricca di splendori unici nel mondo, e la basilica è tra questi». LA MULTICEREALS srl è una società che opera da più di dieci anni a Quarto Inferiore, nel settore della panificazione con prodotti sostitutivi del pane. Alcuni di questi come Le Streghe e i Grugnulein sono nati da antiche ricette emiliane, e preparati ancora oggi con la stessa artigianale esperienza. «Bologna è la nostra città, ed è doveroso da parte nostra cercare di mantenerla nelle sue opere e tradizioni», conclude Cristiano, figlio di Mammola. Sono 3.000, invece gli euro donati da un'altra piccola impresa del territorio locale: il Consorzio cooperativo LS, di Calderara di Reno, operatore logistico specializzato nella progettazione e nella realizzazione di depositi con logistica integrata. Unanime la volontà dei 250 soci nel seguire l'idea di una donazione formulata dal presidente Alessandro Pagano: «Abitavo proprio in quel quartiere, e ci sono rimasto male quando ho saputo del degrado delle Sette Chiese, quasi abbandonate a loro stesse. Il momento di crisi si sente, per tutti insieme possiamo fare uno sforzo». Il Consorzio opera su tutto il territorio, offrendo vari servizi «sempre di manovalanza», perché i ragazzi sono fatti così, come sintetizza il loro presidente: «Se lo dobbiamo fare, lo facciamo. Spero che si riescano a sollecitare anche altre imprese come le nostre. Se tutte quelle dell'hinterland vicino si muovessero potremmo salvarla in fretta». Capito?