Durante le feste, i visitatori nei primi trenta musei statali cresciuti del 7,4 per cento, al capolavoro di Leonardo del 12 Gli italiani sembrano più propensi a visitare l'arte e i musei quando si trovano all'estero, mentre sembrerebbero snobbare l'immenso patrimonio che hanno sotto casa. Per questo motivo nasce la nuova campagna di comunicazione promossa dal ministero per i Beni e le Attività culturali, che continuerà per tutto il 2010. Vengono utilizzati come testimonial tre icone della nostra arte: il Colosseo, il David e il Cenacolo vinciano, che scendono in campo su una serie di grandi manifesti pubblicitari per le strade delle nostre città: «Per convincere gli italiani a tenersi care le bellezze del Belpaese», ci dicono dal ministero. Sotto l'immagine di ciascun capolavoro d'arte, la scritta provocatoria: «Se non lo visiti, lo portiamo via». Come a dire, «per farvi visitare le nostre opere d'arte dobbiamo forse portarle all'estero?», Sì, perché un'indagine prodotta da Unioncamere, in collaborazione con l'Osservatorio nazionale del turismo, rivela che nell'ultimo anno solo il 14,5 per cento degli italiani ha praticato attività culturali in Italia, mentre durante le vacanze all'estero la percentuale dei nostri connazionali che hanno visitato musei sale al 46,5. Però ci sarebbero già i primi dati positivi dopo il primo mese dell'avvio della nuova campagna di comunicazione, partita nel mese di dicembre. Durante le festività natalizie, i visitatori nei primi trenta musei statali sono cresciuti del 7,41 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Mentre le visite al Cenacolo sono cresciute addirittura del 12 per cento. «Questo successo dichiara il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi dimostra quanto nel nostro Paese sia forte il desiderio di cultura. Questi primi dati dimostrano che la decisione del governo di dare vita a una nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico, affidata a un manager di grande esperienza quale Mario Resca, sta già dando i suoi primi frutti». Anche Bergamo è impegnata, sappiamo, nell'attività di valorizzazione del capolavoro vinciano, attraverso l'azione del Gruppo Percassi e della Fondazione Credito Bergamasco, che hanno sostenuto l'evento milanese che ha festeggiato i dieci anni dalla conclusione dei restauri di Pinin Brambilla Barcilon. Due esempi di rapporti virtuosi tra impresa e cultura, e di responsabilità sociale, in entrambe i casi coerente con la mission, il marchio e il servizio aziendale, «Siamo molto felici di sponsorizzare la valorizzazione del nostro patrimonio artistico», spiega Luca Percassi. E anche Cesare Zonca, presidente del Creberg, sottolinea: «Il nostro istituto è sempre attento alla cultura, alimento vitale per la società». Dicevamo che i poster della nuova campagna recitano: «Ti dice nulla il Cenacolo? Se non lo visiti, lo portiamo via». A questo punto sorge però un altro problema. Non sempre è un'impresa facile ammirare da vicino il Cenacolo nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. I turisti, soprattutto stranieri, arrivano all'ingresso e sono costretti a retrocedere, magari dopo aver tribolato per trovare la bella basilica domenicana, che è male indicata, e non proprio centralissima. Piazza Santa Maria delle Grazie è in corso Magenta. Vi si arriva con i tram 18 e 24 o si scende alla fermata della metropolitana Cadorna e poi si fa un pezzo a piedi. «Il Cenacolo è una delle poche risorse museali contingentate spiega Matteo Montebelli, responsabile Area Studi e Ricerche del Centro Studi Touring . L'ingresso da sempre è a numero chiuso. Non sono ammessi gruppi di oltre 25 persone ogni 15 minuti e questo è giustificato da validi motivi. Ci sono esigenze di tutela. Bisogna che i media le comunichino per bene. Bisognerebbe fare una campagna su questo, spiegarne i motivi», Spieghiamo allora meglio questa politica di contingentamento? «E semplicemente dovuta ai motivi d'eccezionalità dell'opera e alla sua delicatezza prosegue Montebelli . E la particolarità del bene che non può essere concesso alla fruizione di tutti. Bisogna che i turisti comprendano. La fragilità del Cenacolo ha ripercussioni sulle visite dei turisti. Non bisogna concepire questi comportamenti come una sorta di inefficienza e di mancanza nei confronti del turista». Dalla Sovrintendenza (Direzione dei beni regionali) confermano «questa necessità del contingentamento delle visite, per l'opera estremamente delicata e complessa nata dalla sperimentazione di Leonardo (il Cenacolo non è un affresco ma un dipinto murale). Gestiamo anche la pinacoteca di Brera, dove non abbiamo questi problemi. Quando a Brera aumenta il numero dei visitatori, siano ben contenti. Ma per il Cenacolo è un'altra cosa. Il numero dei visitatori deve rimanere costante ogni anno, circa 335.000, in gruppi da 25 persone alla volta, per non variare il tasso di umidità che recherebbe danno al dipinto. La nostra regione ha un'incredibile quantità di beni. Dovremmo indicare ai turisti delle visite alternative al Cenacolo». Gli indumenti sono pregni di smog, che si diffonde nella sala e si deposita sul dipinto. Le polveri sottili, che contengono carbonio, con il tempo lasciano un velo nero sulle immagini. Ogni giorno i visitatori che passano per il refettorio di Santa Maria delle Grazie depositano in media 30 microgrammi per metro cubo di sostanze inquinanti. Inoltre un'opera di portata mondiale come il Cenacolo meriterebbe in giro per la città di Milano una buona segnaletica. Dalla Sovrintendenza: «Non siamo solo noi della Sovrintendenza a dovercene occupare. C'è anche il Comune, la Provincia che devono decidersi a mettere dei totem per indirizzare il flusso dei turisti verso Santa Maria della Grazie». E su questo punto il parere dell'assessore al Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory: «Sì, abbiamo una segnaletica imbarazzante. Ho visto personalmente cartelli della vecchia Apt, quelli gialli, sporchi e graffiati da far vergogna. Stavo per estirparne io uno sotto San Sepolcro, poi l'ho fatto togliere per non rischiare la multa, Dobbiamo coinvolgere anche l'assessore al Turismo. Ma personalmente sto aprendo un dialogo con il Touring. Dobbiamo agire». Per visitare il Cenacolo, rivolgersi alla biglietteria nel giorno di visita alla mattina presto (dalle 8,15; lunedì chiuso) per vedere se c'è qualche rinuncia dell'ultimo minuto, Per le prenotazioni, call center è 02 92800360 (da lunedì al sabato, ore 8 - 18,30) Prenotazioni on-ìine (con carta di credito) sul nuovo sito www.cenacolovinciano.net.