Entro la fine di febbraio il tanto contestato muro del lungolago di Como sarà abbattuto totalmente. Al suo posto verrà realizzata un'ampia passeggiata, larga 21 metri e lunga poco più di 160 metri che consentirà la visuale sul panorama del primo bacino del Lario anche dalla strada e dal marciapiede opposto, anche se non sarà, proprio per la larghezza della nuova passeggiata, uguale a quella attuale. Ma almeno non ci sarà più quell'orribile manufatto in cemento armato che, sorto a metà settembre, ha fatto arrabbiare parecchio la totalità dei comaschi ed ha avuto anche pesanti ripercussioni a livello politico, costando la carica di assessore alle Grandi Opere a Fulvio Caradonna (Pdl) e rischiando di far cadere l'intera giunta-Bruni. Ieri, in occasione della prima riunione della Conferenza dei servizi , i tecnici del settore lavori pubblici del Comune di Como hanno presentato ai colleghi di Regione Lombardia, Provincia di Como ed al sovrintendete ai Beni architettonici Alberto Artioli, il nuovo progetto che è stato valutato positivamente; in particolare è stato apprezzato lo spostamento della linea di difesa idraulica dalla zona centrale della passeggiata (dove oggi si trova il muro ) a bordo lago in corrispodenza del parapetto. Il muro, owiamente, non ci sarà più in quanto le difese idrauliche consisteranno tutte in paratie mobili a scomparsa. Via libera, dunque, all'abbattimento, anche se è in corso l'inchiesta della Procura della Repubblica del Capoluogo lariano che ha prorogato di tre mesi (fine aprile) l'incarico ai periti che devono far luce su eventuali irregolarità nella gestione del cantiere. Tuttavia il sindaco Stefàno Bruni si è detto fiducioso per una rapida soluzione, di concerto con la Procura, in modo da rispettare il termine di fine febbraio per l'abbattimento del muro.