-------------------------------------------------------------------------------- Milano. Dice il ministro dei Beni Culturali Urbani: «L'allarme per i tagli al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, che ho giudicato legittimo, è stato scongiurato per il 2004. Per quel che riguarda il 2005, vedremo. Bisogna lottare contro i tagli devastanti, ma per quelli equi bisogna varare misure compensative, risorse che possano arrivare da aziende e privati». Contro i paventati tagli il mondo della cultura e dello spettacolo si è mobilitato. E ieri Riccardo Muti ha diretto agli Arcimboldi un concerto straordinario «a sostegno della cultura», terminato con un bis suggestivo con il pubblico in piedi a cantare «Va' pensiero» assieme al coro scaligero. Il direttore musicale della Scala lo ha detto chiaramente, rivolgendosi alla platea prima ancora di impugnare la bacchetta: «I problemi della cultura - ha affermato Muti - non sono problemi da risolvere giorno per giorno, quasi fosse un obolo alla questua. Ho visto sui giornali che la revoca dei tagli al Fus è stata letta come una vittoria. Ma la parola vittoria evoca la presenza di un nemico. Vorrei sapere chi è stato vinto...». Era in ballo, dopo i ventilati tagli al Fus (il 20 per cento nel 2004 e il 40 nel 2005), l'esistenza stessa delle Fondazioni musicali, come aveva sottolineato, prima che Muti prendesse la parola, un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori dello spettacolo, che hanno avuto, oltre che la disponibilità di Muti al concerto, anche quella della Fondazione Teatro Scala. In particolare, a mettere in allarme i sindacati erano state le ventilate riduzioni delle risorse a disposizione del Fus, il blocco della contrattazione aziendale e l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per i lavoratori dei settori artistici delle fondazioni musicali, compresa quella dei ballerini e dei coristi. «Rivendichiamo - afferma il sindacato - i finanziamenti necessari a garantire sviluppo e diffusione della cultura musicale. A cosa è servito ristrutturare o edificare ex novo importanti teatri, come il Piermarini, il Dal Verme, gli Arcimboldi, lo Strehler, La Fenice, l'Auditorium di Roma, se poi l'attività artistica viene abbandonata dallo Stato?». Davanti alla sala gremita di gente, presente il presidente della Provincia di Milano, Penati, Muti ha ricordato che «il nostro Paese è importante perché è importante la sua storia». Per il maestro, «il governo attuale e tutti quelli che si succederanno dovranno rendersi conto che la cultura è un dovere e un diritto dei cittadini. Siamo stanchi - e il maestro ha sottolineato la parola col tono della voce e una lunga pausa - di chiedere». E l'aver indicato questo programma (sinfonie e cori tratti dalle più famose pagine musicali di Bellini, Verdi, Rossini) «non è stata una scelta nazional popolare ovvia e banale. Ma provocatoria. Perchè sono melodie - ha aggiunto Muti - che sono eseguite in tutto il mondo e fanno parte della nostra storia». Gli applausi, ritmati, del pubblico sono stati l'entusiastica risposta. E Muti ha concesso il bis, ma a modo suo: invitando gli spettatori a intonare tutti insieme, con il coro, «Va' pensiero». E alla fine: «Siete tutti scritturati. È stato un saggio commovente, per dire ai nostri governanti che si rendano conto che la nostra musica è nel sangue e nel dna di tutti noi».
Muti e la cultura: Siamo stanchi di chiedere oboli . Ma Urbani smentisce i tagli
Il ministro dei Beni Culturali Urbani ha affermato che l'allarme per i tagli al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, è stato scongiurato per il 2004. Per il 2005, si vedrà. Il ministro ha chiesto misure compensative per i tagli devastanti. Il mondo della cultura e dello spettacolo si è mobilitato contro i paventati tagli. Riccardo Muti ha diretto un concerto straordinario a sostegno della cultura, terminato con un bis suggestivo con il pubblico in piedi a cantare Va' pensiero assieme al coro scaligero. Muti ha affermato che la cultura è un dovere e un diritto dei cittadini.
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