Un furto, foto di ossa sul web il mistero del Castello a mare Cè un giallo che ha come scenario il parco archeologico del Castello a mare. La soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino, ha denunciato limprovvisa sparizione di alcuni frammenti ossei che erano venuti alla luce nella necropoli durante gli scavi. «La scorsa settimana abbiamo scoperto che il lucchetto di un armadio che custodiva i reperti, nella palazzina allinterno del parco, era stato forzato - racconta la Mormino - Ma non soltanto. Durante un sopralluogo è stato accertato che la terra delle fosse era stata smossa. Qualcuno ha effettuato scavi abusivi, e anche per questo abbiamo già presentato denuncia contro ignoti al Nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri e alla polizia». Il complesso monumentale è stato restituito alla città lo scorso 5 agosto, dopo i lavori di restauro e valorizzazione dellarea condotti dalla Soprintendenza. Appena pochi giorni fa, lassociazione culturale Sikeliotes, formata da un gruppo di specializzandi universitari in Antropologia ed Etnologia, aveva lanciato sul web il caso della possibile presenza di scheletri umani «a cielo aperto». Lorenzo Mercurio, antropologo e membro dellassociazione, racconta di «aver fotografato e filmato scheletri appartenenti alla necropoli detà araba abbandonati tra erbacce e fanghiglia». Scheletri che invece, secondo la Soprintendenza, sarebbero soltanto calchi in gesso. «Lassociazione Sikeliotes ha commesso un grave illecito - accusa Francesca Spatafora, responsabile della Soprintendenza per gli scavi al Castello a mare - oltrepassando il limite di unarea ad accesso vietato e pubblicando via Internet foto di calchi in gesso, facendo invece credere che fossero scheletri autentici». In realtà, spiega Adele Mormino, dopo la riapertura del complesso monumentale la Soprintendenza aveva deciso di far realizzare alcune riproduzioni in gesso a scopo didattico. «Sino a dieci giorni fa - conclude la Mormino - ciò che si vedeva in superficie non erano altro che duplicati. Tutto ciò che è avvenuto successivamente è oggetto dindagine».
SICILIA - Reperti spariti da un armadio e riapparsi in Rete: la Soprintendenza presenta denuncia
Il parco archeologico del Castello a mare a Palermo è stato vittima di un furto e di scavi abusivi. La soprintendente ai Beni culturali, Adele Mormino, ha denunciato la sparizione di alcuni frammenti ossei che erano stati scoperti durante gli scavi. Il lucchetto di un armadio che custodiva i reperti è stato forzato e la terra delle fosse è stata smossa. Lassociazione culturale Sikeliotes ha pubblicato sul web foto di scheletri appartenenti alla necropoli, facendo credere che fossero autentici. Tuttavia, secondo la Soprintendenza, le foto erano calchi in gesso realizzati a scopo didattico.
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