Nella chiesa sconsacrata è previsto un negozio di media distribuzione, da mille metri quadri. Altre possibilità non ce ne sono perché la chiesa, vincolata dalle Belle arti, non è divisibile. Il mercato sarà posizionato nella piazza coperta e al posto delle botteghe attuali andranno nuovi negozi di vicinato, fino a un massimo di 250 metri quadri. Giovedì la commissione delle aziende partecipate valuterà la «proposta di recupero» del mercato del Carmine. Si tratta della proposta consegnata alla pubblica amministrazione da Polis, ex spa mista dei parcheggi oggi a vocazione immobiliare, oggi diventata la nuova società (interamente pubblica) di trasformazione urbana del Comune. Per poter eseguire l'intervento, dunque, c'è necessità che il Comune approvi una delibera di concessione dell'immobile a Polis che, poi, si occuperà di trovare i finanziamenti per il progetto da circa 8-10 milioni di euro. Infatti, oltre a recuperare la parte a piano terreno, storicamente riservata al commercio, la società ha intenzione di realizzare al piano superiore un piccolo albergo da una ventina di camere, in base a due opzioni: un hotel de charme o un art-hotel. «Le due opzioni - precisa Ugo Giurlani, presidente di Polis - sono presto spiegate: la prima prevede la realizzazione di camere con un arredamento molto curato, fortemente caratterizzato, tipico di un centro storico come quello di Lucca; nel secondo caso, invece, si punta di più a un arredamento ispirato all'arte contemporanea ed è quello che, personalmente, preferisco. Anche perché di alberghi "de charme" in città ce ne sono già altri». Prima di arrivare a progettare l'albergo, però, il Comune deve dare il via alla proposta «che deve essere condivisa», conferma Giurlani. Poi la pubblica amministrazione dovrà affidare lo spazio a Polis lo spazio in concessione per un numero di anni sufficiente a recuperare l'investimento iniziale, attraverso la riscossione degli affitti di negozi, albergo e probabilmente anche pubblici esercizi. Prima di tutto, però, Polis deve ottenere il via libera della Sovrintendenza al recupero del complesso. In secondo luogo, poi, deve essere risolto il problema della realizzazione del negozio di media distribuzione all'interno della chiesa sconsacrata. «A mio avviso - ribadisce Giurlani - non esistono problemi. Intanto, dal punto di vista della ristrutturazione abbiamo in mente un progetto di restauro conservativo che non prevede modifiche se non funzionali della struttura. Inoltre abbiamo fatto in modo di adempiere, già in via preliminare, a tutte quelle prescrizioni che negli anni la Sovrintendenza ha dato al Comune ogni volta che è stata avanzata una proposta di recupero del Carmine. Quindi non ci dovrebbero essere difficoltà ad ottenere i permessi». Quanto alla realizzazione di una struttura di media distribuzione nella chiesa, la partita è solo in mano al Comune: «L'unico ostacolo che al momento esiste - ammette Giurlani - è che il regolamento comunale sul commercio non prevede nel centro storico negozi che non siano di vicinato e cioè attività commerciali con una superficie superiore ai 250 metri quadrati. Ma anche questa difficoltà verrà superata semplicemente adeguando il regolamento comunale con la nuova normativa regionale sul commercio. Del resto all'interno della ex chiesa è d'obbligo realizzare un'unica superficie di vendita dal momento che l'immobile, vincolato, non è frazionabile, proprio per rispettare l'architettura originale».