Restauri finanziati dal miliardario Packard, sì di Urbani Sponsor Usa per Ercolano Franco Mancusi Per salvare l'antica Ercolano arriva uno sponsor americano. Pronti un milione e cinquecentomila euro della Packard Humanities Institute, di Los Altos, in California, per avviare un piano di conservazione preventiva nel complesso archeologico vesuviano, bloccando l'allarmante degrado dei manufatti romani e sviluppando un «case study» sperimentale che consentirà il restauro di una prima insula composta di tre abitazioni. Sarà la prima volta del nuovo codice disposto dal ministro Giuliano Urbani per la gestione diretta de restauri da parte di uno sponsor privato. I lavori di recupero della città storica ercolanese, infatti, finanziati dal magnate delle tecnologie David Packard, saranno realizzati dalla British School at Rome, prestigiosa struttura archeologica inglese diretta dall'accademico Andrew Wallace-Hadrill. Sulle procedure, naturalmente, vigileranno il Soprintendente Archeologico di Pompei, Pier Giovanni Guzzo, e la direttrice degli scavi, Maria Paola Guidobaldi. Se tutto andrà bene, entro i prossimi cinque anni il gruppo americano guidato da Packard sarà lieto di completare l'opera con un secondo finanziamento, di un milione e quattrocentomila euro. In questo senso l'impegno dello sponsor, sottoscritto ieri mattina nella sede del ministero per i beni e le attività culturali. Un primo atto (stabilito grazie all'applicazione dell'articolo 120 del codice dei Beni Culturali e del paesaggio, entrato in vigore il primo maggio, e al decreto legge numero 30 del 2004) che assume il significato di una svolta nella vertenza per la tutela del nostro patrimonio storico, artistico, culturale. «Possiamo ben dirci soddisfatti del varo di un intervento pilota che condensa non pochi motivi di novità. - spiega il ministro Giuliano Urbani - Intanto fa piacere la scelta in favore di Ercolano, una delle tante gemme storiche del Mezzogiorno, sempre più proiettato verso un disegno di sviluppo che fa perno sul turismo culturale. Inoltre va considerato il carattere profondamente innovativo del provvedimento di legge, che aumenta le possibilità di tutela, semplificando i modelli di gestione dei monumenti. Nel passato abbiamo perduto occasioni d'oro per proteggere i nostri tesori e salvarli da un degrado avvilente, in qualche caso irreversibile. Scoraggiati da pratiche macchinose, estenuanti, non pochi appassionati hanno rinunciato, infatti, a regalare fondi per il restauro e la valorizzazione del nostro patrimonio». Ora le cose dovranno cambiare in fretta. Stabilito il principio dell'intervento diretto - senza condizionamenti e ostacoli burocratici - sarà più facile stimolare l'interesse dei grandi e piccoli sponsor privati sulle crociate in difesa di monumenti, siti archeologici, musei, opere d'arte. Magari sarà più facile sperare nella generosità «illuminata» di Bill Gates o di qualche altro protagonista della new economy internazionale. Oggi al centro dell'attenzione è balzata la realtà della città distrutta dalla lava del Vesuvio e dal fango, nei drammatici giorni di fine agosto del 79. E a riaccendere l'interesse della comunità scientifica internazionale su Ercolano, in particolare sui tesori di Villa dei papiri, non poco hanno contribuito gli studi di Marcello Gigante, valorizzati dalle ultime, fortunate campagne di scavi. Gradualmente, però, sarà possibile allargare il tiro sui progetti di valorizzazione dell'antica Pompei, dell'area di Stabia (dove già opera uno sponsor americano, presente in una mostra nella prestigiosa cornice della fondazione Smithsonian di Washington), e ancora, di Oplonti, Boscoreale, per non parlare di Velia, Paestum, Padula e, sull'opposta sponda dei Campi Flegrei, di Cuma, Baia, del dedalo sotterraneo del Rione Terra di Pozzuoli. Giacimenti culturali, insomma, nel vero senso delle parole. Prospettive di sviluppo economico e occupazionale, nel futuro della Campania e del Mezzogiorno, in particolare. «Ecco perchè ai lavoratori degli scavi di Pompei vorrei dire di riflettere. - conclude il ministro Urbani - L'importanza del turismo culturale cresce di anno in anno. Per alcune regioni è diventato di carattere strategico, fondamentale: vale la pena giocare con il fuoco, allora, esasperando i toni di vertenze sindacali come l'ultima, per la concessione degli straordinari arretrati, mettendo a dura prova la pazienza dei turisti italiani e stranieri? Stiamo lavorando per risolvere anche i problemi che abbiamo ereditato dai governi del passato. Dateci tempo, però, senza compromettere le prospettive di sviluppo del settore».