Da diversi mesi, ormai, il Parco geominerario della Sardegna è al centro di polemiche, recriminazioni e ricorsi. Ma se la querelle non sembra accennare a placarsi, le cose vanno diversamente per quanto riguarda i ricorsi giudiziari dei quali il Parco è stato al centro. Tutti i pronunciamenti finora emessi dai giudici, infatti, sono stati a favore dell'Ente, e hanno in qualche modo legittimato (almeno dal punto di vista giuridico) le scelte operate dall'attuale dirigenza. Sul tavolo del Tribunale erano finiti due provvedimenti particolarmente discussi negli ultimi mesi: quello con cui l'Ente ha "licenziato" per scadenza del contratto i suoi tre responsabili d'area, e quello con cui ha soppresso, nell'ottobre scorso, le sedi distaccate nelle otto aree dell'Isola tutelate dal Consorzio. Su quest'ultimo ricorso, presentato dal Comune di Iglesias, il Tar ha emesso nei giorni scorsi un'ordinanza, con cui respinge l'istanza di sospensiva del provvedimento, motivando la sua decisione con «la non consistente probabilità di esito favorevole del ricorso ». In altre parole, ci sono forti possibilità che la causa intentata in rappresentanza della Comunità del Parco per l'annullamento della delibera del Consorzio e la ricostituzione delle sedi d'area, cada nel vuoto. Non diversamente è andata ai tre responsabili d'area a cui nel luglio scorso non era stato rinnovato il contratto: il loro ricorso, prima rigettato dal Tar per difetto di giurisdizione, è stato poi respinto dal Giudice del lavoro, che non ha riconosciuto loro il diritto alla riassunzione addebitandogli persino le spese legali. Sugli esiti delle vicende giudiziarie appena concluse, i vertici del Parco geominerario preferiscono tacere. Nessun commento o dichiarazione arriva da Villa Pertusola, forse per non rinfocolare le polemiche piovute negli ultimi mesi intorno a scelte che non tutti i soggetti che ruotano intorno alla vita del Parco geominerario hanno condiviso. Scelte forse in parte obbligate (la normativa che regola il funzionamento dell'Ente è ancora provvisoria e l'amministrazione straordinaria, perciò tutti i contratti di lavoro sono a tempo determinato e le prerogative del commissario particolarmente ampie), forse dettate dalla costante diminuzione delle risorse economiche a disposizione, e certo in qualche misura legate ai mutamenti nel panorama politico nazionale e regionale, che si stanno giocoforza ripercuotendo anche nella gestione del Parco geominerario.