Maxipubblicità sui monumenti per pagare i restauri: a Firenze, per vederci chiaro su quelle esposte sul Ponte Vecchio, il Ministero dei Beni Culturali ha inviato in questi giorni un ispettore, ma lo stesso potrebbe succedere anche a Venezia per quelli sulle facciate di Palazzo Ducale sul rio della Canonica e del Palazzo delle Prigioni e sul Ponte dei Sospiri, che tante critiche - dal Fai a Italia Nostra, ai Comitati privati per la salvaguardia - hanno già suscitato per il loro impatto. Sul Ponte Vecchio era stato tolto a furor di popolo dopo pochi giorni il maxicartellone pubblicitario della Esselunga - catena di supermercati così"gratificata" dalla Soprintendenza fiorentina per il polo museale per il sostegno ai restauri del Corridoio Vasariano - con forchette, posate e cucchiai, quando era erano fioccate le proteste della cittadinanza - sindaco Matteo Renzi in testa - per il «cattivo gusto» e lo «scempio» del monumento. La Esselunga aveva subito ritirato il poster scusandosi «con la popolazione fiorentina per aver affisso sul Ponte Vecchio una pubblicità inopportuna», confermando il sostegno ai restauri. Tuttavia in questi giorni il direttore generale - e presto segretario generale - dei Beni Culturali Roberto Cecchi, ha inviato un ispettore a studiare il caso, sulla base di un esposto del sindacato Confsai Unsa spedito a Roma il 22 dicembre scorso. L'esposto cita l'articolo 49 del Codice dei Veni culturali che vieta «di porre cartelli nelle aree dove ci sono beni culturali», richiedendo l'autorizzazione della Soprintendenza. Essa c'era sia nel caso di Firenze, sia in quello di Venezia, ma l'esposto rileva che pur in presenza dell'autorizzazione «questa potrebbe essere stata rilasciata non interpretando correttamente la norma» e cita l'articolo 153 del Codice che «vieta la posa in opera di cartelli pubblicitari che rechino pregiudizio al bene paesaggistico». Ora potrebbe toccare a Venezia. «Invierò un esposto simile al Ministero dei Beni Culturali - annuncia infatti il capogruppo della Lega in Comune Alberto Mazzonetto - perché il caso di Venezia è molto più grave di quello di Firenze, visto che qui le maxipubblicità sono ben più invasive e esposte da oltre un anno, con la compiacenza del sindaco Massimo Cacciari e della sovrintendente Renata Codello. Se il ministero, giustamente, ha inviato un ispettore a Firenze per la pubblicità sul Ponte Vecchio, non vedo come possa esimersi dal farlo a Venezia, per quelle su Palazzo Ducale e Ponte dei Sospiri».
VENEZIA - Maxipubblicità, arriva l'ispettore
Il Ministero dei Beni Culturali ha inviato un ispettore a Firenze per studiare il caso di una maxipubblicità Esselunga sul Ponte Vecchio, dopo che la cittadinanza aveva protestato per il cattivo gusto e lo scempio del monumento. La Esselunga aveva subito ritirato il poster scusandosi con la popolazione fiorentina. In questi giorni, il direttore generale Roberto Cecchi ha inviato un ispettore a studiare il caso. Inoltre, il sindacato Confsai Unsa ha spedito un esposto al Ministero dei Beni Culturali per richiedere l'autorizzazione per la posa di cartelli pubblicitari nelle aree con beni culturali.
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