L'approvazione del piano di recupero in Consiglio innesca una polemica sulla posizione del vicesindaco Santellani: «Non è etico che sia lui il professionista del privato che ha acquistato il complesso edilizio» Il sindaco: «Il sospetto svilisce la democrazia» Dove passi il confine tra legittimità e opportunità in materia di conflitto d'interessi è stato il tema di discussione in Consiglio comunale a Tregnago, in occasione dell'approvazione del piano di recupero di iniziativa privata dell'ex macello. Si tratta di un edificio andato all'asta dopo diversi tentativi e passato dal patrimonio comunale a quello di un privato, che intende trasformarlo per le proprie necessità. Ha presentato il piano di recupero l'architetto Guido Pigozzi, che è anche vicesindaco e in Consiglio, al momento della discussione, ha coerentemente abbandonato l'aula. Una prima osservazione tecnica è arrivata dal consigliere di minoranza Paolo Stefani sulla necessità di prevedere distanze diverse per i parcheggi che finirebbero a ridosso di un incrocio pericoloso, osservazione che il sindaco Marco Pezzotti ha assicurato che sarà presa in considerazione al momento del rilascio del permesso di costruire, nel rispetto dei vincoli imposti dal codice della strada. Ma è sulla questione etica sollevata dal consigliere Simone Santellani, già assessore all'ecologia e dimessosi dall'incarico passando all'opposizione, che si è accesa la discussione: «Non è opportuno che il vicesindaco Pigozzi, sia anche il professionista che ha progettato il recupero dell'ex macello per conto di privati, perché se la cosa è legittima dal punto di vista legale, pone qualche interrogativo invece da quello etico e dà adito a dubbi sul conflitto di interessi fra incarico pubblico e privato». È partito in sordina il sindaco, ricordando che la normativa impone la rinuncia alle deleghe di edilizia privata, pubblica e urbanistica ai tecnici che esercitano sul territorio comunale: «Creare una nuova norma di carattere etico credo non abbia senso, perché con lo stesso criterio sarebbero ineleggibili anche tutti i cittadini che esercitano la professione di geometra o architetto sul territorio comunale. Io apprezzo Pigozzi come professionista e non approvo sistemi sottobanco di fare i progetti e farli firmare da colleghi compiacenti di altri Comuni. Il sospetto svilisce la democrazia, anche se è di moda, e in otto anni e mezzo di amministrazione non c'è stata da parte di Pigozzi alcuna violazione di legge», ha detto il primo cittadino. «Sto svolgendo un'indagine sui tempi e i modi dell'edilizia tregnaghese e scopro che ci sono palesi diversità di trattamento fra un tecnico e l'altro, da parte dell'ufficio preposto. Voci di popolo dicono che l'attività del vicesindaco è cresciuta a livello esponenziale negli anni di amministratore, mentre è diminuita quella di altri colleghi», ha denunciato Stefani. «Se si hanno le prove non è il Consiglio comunale il luogo appropriato per queste denunce, ma la caserma dei carabinieri», ha risposto il sindaco, a questo punto visibilmente contrariato per la piega presa dalla discussione. Infatti è arrivato l'affondo di Santellani: «Non mi pare etico che un amministratore metta in vendita un proprio bene e poi diventi il professionista del privato che l'ha acquistato. Se è lecito è comunque poco opportuno, per il chiacchiericcio che ha sollevato in paese». «Il ragionamento reggerebbe se l'ex macello fosse stato venduto a trattativa privata, ma c'è stata un'asta pubblica e chiunque poteva acquistarlo. Non sta scritto da nessuna parte che non me ne possa occupare come professionista, dal momento che il bene non è più proprietà del Comune», ha ribadito il sindaco, aggiungendo di essere molto stupito e amareggiato che l'attacco al vicesindaco sia sostenuto da Santellani, ex componente di giunta ed ex capogruppo di maggioranza «che sta dimostrando di adoperare gli argomenti della peggior minoranza mai vista nell'aula consiliare. Inoltre il consigliere Santellani nella seduta di giunta che approvava il progetto di recupero dell'ex macello non eccepiva alcunché e neppure nella seduta del Consiglio che adottava il medesimo provvedimento. Solo in sede di approvazione e dopo essere uscito dalla maggioranza consigliare scopre la presunta "incompatibilità etica" del vicesindaco», conclude Pezzotti. La delibera è stata votata favorevolmente dalla maggioranza: astenuti Simone Santellani e Riccardo Stefani, mentre hanno votato contro Maria Teresa Filippozzi, Carlo Fasoli e Paolo Stefani. Nello stesso consiglio era stata in precedenza comunicata la nomina di Antonio Colognato a nuovo membro di giunta, in sostituzione del dimissionario Santellani, con le deleghe che per il momento sono rimaste di competenza del sindaco.
REGNAGO. Ex macello, attacco a Pigozzi
Il vicesindaco Guido Pigozzi è stato accusato di conflitto d'interessi per aver progettato il recupero dell'ex macello di Tregnago, che è stato acquistato da un privato. Il sindaco Marco Pezzotti ha difeso il vicesindaco, affermando che la normativa impone la rinuncia alle deleghe di edilizia privata ai tecnici che esercitano sul territorio comunale. Il consigliere Simone Santellani ha sollevato la questione etica, affermando che il vicesindaco non dovrebbe essere il professionista che ha progettato il recupero dell'ex macello per conto di privati. La delibera è stata approvata dalla maggioranza del Consiglio comunale.
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