Nella primavera del 2007 la giunta ordinò i provvedimenti L'assessore Picchi rappresentò il sindaco in commissione e per la prima volta si parlò delle demolizioni In questi giorni - a seguito della segnalazione delle forze dell'ordine - alcuni dei proprietari di appezzamenti di terreno sulle colline che hanno costruito annessi abusivi, stanno ricevendo le notifiche che annunciano controlli in arrivo da parte del Comune e l'eventualità di sanzioni molto salate. Compresa la possibile demolizione dei manufatti abusivi. Di fronte a questa situazione, la portavoce del Comitato del Limoncino, Rosaria Scaffidi, ha dichiarato che «alcuni di noi hanno sentito parlare l'assessore Picchi per la prima volta di necessità di demolire. È ovvio che ci sia un po' di maretta...» In realtà va detto che l'assessore Bruno Picchi aveva parlato di questa ipotesi molto tempo fa, addirittura nella primavera del 2007, e lo aveva fatto formalmente a nome della giunta guidata dal sindaco Alessandro Cosimi. E per rilasciare le sue dichiarazioni, l'assessore scelse un ambito istituzionale: la seduta della quarta commissione consiliare "Assetto del territorio", di cui il Tirreno riportò un ampio servizio sul dibattito. Fu in quella circostanza, quindi, che Picchi espresse la posizione ufficiale della giunta sulla questione degli annessi agricoli abusivi delle zone di Limoncino, Padula, Puzzolente e Collinaia. In pratica spiegò che il 30 giugno di quello stesso anno sarebbero scattate le ordinanze di demolizione degli annessi agricoli che differivano per dimensioni e tipologia da quanto previsto dal Piano regolatore. I proprietari che si fossero opposti all'abbattimento degli immobili si sarebbero visti espropriare dal Comune una porzione di terreno pari a dieci volte le dimensioni dell'immobile (provvedimenti che poi non sono mai stati eseguiti). I comitati di cittadini avevano replicato chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto e discussione per cercare di trovare una soluzione. La giunta aveva però affermato che qualsiasi variazione della disciplina avrebbe potuto riguardare solo il futuro: si sarebbero dovuti abbattere i manufatti edificati illegalmente per poi eventualmente procedere alla costruzione di nuovi annessi agricoli conformi per tipologia e dimensioni a quanto previsto dalle nuove previsioni urbanistiche. «Al momento - fu detto - possiamo soltanto dire che per regolarizzare queste situazioni la legge non permette di procedere ad una variante del piano strutturale, che servirebbe soltanto a sanare degli abusi e sarebbe quindi illegale. Tanto meno possiamo procedere con una moratoria, assolutamente non prevista dalla Regione». I cittadini dei comitati risposero che non era giusto abbattere egli annessi agricoli che di poco superavano i limiti previsti dalla normativa mentre nei condoni dell' 85 e del' 94 erano state "regolarizzate" ville e villette. E da allora la questione è sempre aperta. DOMENICA, 17 GENNAIO 2010 Pagina 9 - Cecina «Non sarà una sanatoria» Cosimi al Comitato: ecco come tuteleremo i "veri" annessi Tra pochi giorni la proposta sarà discussa dalle forze di maggioranza, poi ci sarà il confronto con tutti i capigruppo comunali ALESSANDRO GUARDUCCI LIVORNO. L'annosa questione degli annessi agricoli - che secondo le previsioni del sindaco si sarebbe dovuta risolvere entro la fine del 2009 - continua ad essere sempre molto ingarbugliata: la materia è molto complessa e si è stratificata nel corso degli ultimi trent'anni, al punto che oggi è davvero difficile individuare una via d'uscita che possa soddisfare sia l'amministrazione comunale che i proprietari degli edifici (si stimano che siano oltre settemila, anche se sono un migliaio quelli più colpiti dal problema), il tutto ovviamente nel rispetto delle normative in materia. E' questo il dato di fatto che emerge dopo l'incontro svoltosi ieri mattina in Municipio tra il sindaco Alessandro Cosimi e una delegazione del Comitato del Limoncino. Un incontro durante il quale il sindaco ha ribadito i contenuti della proposta elaborata dall'amministrazione comunale, spiegando che già la prossima settimana ci sarà un incontro con i gruppi consiliari di maggioranza sull'argomento. Dopodiché la proposta sarà discussa con tutte le forze politiche nella conferenza dei capigruppo. «Il provvedimento - dice il sindaco - non sarà in alcun modo una sanatoria. Non vogliamo né possiamo farlo. Il nostro obiettivo è invece quello di risolvere un problema sociale nel rispetto delle regole: non intendiamo concedere edificabilità e neppure indici ma solo dare una risposta a chi ha fatto del terreno e dell'agricoltura uno spazio per il tempo libero. Tanto per essere chiari, chi ha costruito abusivamente una casa, e quindi ha ottenuto un indebito arricchimento, non può essere che sanzionato secondo la normativa vigente. Tutto un altro discorso è invece quello riguardante i proprietari di un piccolo appezzamento di terra che vogliono realizzare un annesso con qualche piccola comodità, al solo scopo di trascorrere una giornata sui campi. Bisogna insomma prendere atto che esiste una nuova categoria di edifici che va definita e regolata». Ed è da questa analisi che ha preso spunto la proposta della giunta comunale. Attualmente il regolamento urbanistico prevede che gli annessi agricoli non possono essere superiori agli 8 metri quadrati di superficie: in pratica al loro interno possono essere ricoverati solo attrezzi di modeste dimensioni. Un po' poco per coloro che, magari in compagnia di qualche amico e parente, passano la giornata a lavorare il piccolo pezzo di terra che hanno in proprietà al Limoncino o alla Valle Benedetta o a Salviano o su altre località delle colline livornesi. L'amministrazione sarebbe orientata a permettere la costruzione di nuove strutture non più grandi di 28 metri quadri su terreni di almeno 500 mq, e di edifici di 14 metri per appezzamenti di dimensioni inferiori. Ovviamente, queste previsioni riguarderebbero solo il futuro, come ha sottolineato anche ieri il sindaco Alessandro Cosimi. Ma il Comune si trova a fare i conti oggi con migliaia di annessi agricoli, gran parte dei quali rispondono alle caratteristiche di quella che potrebbe essere la nuova normativa in matera. In questo caso, una risposta si potrebbe avere dall'approvazione di un piano di comparto che sarebbe rivolto a stabilizzare una situazione esistente ormai da trent'anni, quella degli annessi agricoli a servizio di un'attività di coltivazione amatoriale. In poche parole, l'amministrazione comunale non farebbe altro che prendere atto della situazione esistente - che è difforme dalle previsioni del regolamento urbanistico - escludendo solo l'uso improprio del territorio e l'indebito arricchimento. Da qui la decisione di stabilire dimensioni comunque ridotte per gli annessi agricoli che, secondo la giunta, sono al servizio di una funzione sociale. «La legge deve corrispondere anche allo spirito dei suoi tempi», chiosa il sindaco Alessandro Cosimi. Da questo provvedimento deriverebbero una conseguenza importante: i proprietari di annessi agricoli a cui sono stati contestati gli abusi edilizi, con tanto di notifica, non possono rientrare in alcun caso in questo piano. Per regolarizzarsi dovranno demolire l'abuso e ricostruire una struttura che rispetti le nuove dimensioni. Questo perché il Comune - come detto - non vuole e non può sanare abusi. Ma con le notifiche che stanno arrivando in questi giorni ai proprietari degli annessi abusivi come la mettiamo? «Non è possibile fare da scudo a coloro cui viene contestato oggi un abuso edilizio: se le forze dell'ordine competenti trasmettono una ipotesi di reato, il Comune non può che intervenire ed agire secondo le leggi vigenti».