Berlusconi cerca casa a Venezia e medita lo strappo con lUdc Casini: io come Craxi. Galan chiede i Beni Culturali Berlusconi cerca casa a Venezia e intanto a Roma la coalizione di centrodestra va in fibrillazione. La politica dei due forni di Casini rischia di far saltare i fragili equilibri che reggono lalleanza. Lega e Udc sono ai ferri corti. Ma i finiani non ci stanno a rinunciare ai centristi. Insomma, un sabato ad alta tensione che Berlusconi osserva a distanza. E in silenzio. La sua giornata veneziana super blindata è dedicata alla visita di palazzo Pisani Moretta, un gioiello che si affaccia sul Canal Grande. Berlusconi arriva accompagnato dalla figlia Marina con il marito, il nipotino e Gianni Letta. Vero che il sottosegretario è di famiglia, ma la sua presenza a Venezia assegna un risvolto politico ad una visita sulla carta squisitamente privata. Solo in serata si capirà che il "notaio" Letta è atterrato in laguna per ragionare sulleventualità di assegnare a Galan il ministero dei Beni Culturali. Ma alla fine della giornata, non sarà questo il principale problema del premier, tentato comè di lasciare al loro destino i centristi dellUdc. Passino gli accordi in alcune regioni dove gli amici di Casini possono essere utili a sconfiggere il centrosinistra, ma Pierferdinando non deve tirare troppo la corda. Berlusconi non digerisce il fatto che lUdc stia stringendo accordi a macchia di leopardo in vista delle regionali. Ma leventualità di uno strappo con lUdc mette in allarme i finiani che temono soprattutto per laccordo nel Lazio dovè in corsa Renata Polverini. La sfuriata di Berlusconi è però musica per le orecchie della Lega. Dice Robeto Cota: «I centristi hanno deciso di abbandonare i valori cattolici, hanno scelto la vecchia politica e gli accordi di palazzo». Aggiunge, sferzante, Bossi: «Un accordo con lUdc alle Regionali? Per noi no, la lasciamo al Pd: di rompiballe ne abbiamo abbastanza». «Una lezione che ci fa ridere o piangere», commenta Casini. Tra le questioni aperte restano la Campania e la Calabria. E il premier starebbe valutando il reale peso di Casini a sostegno di Giuseppe Scopelliti e Stefano Caldoro. E intanto La Russa lancia un ultimatum a Casini: «Non diremo sì ad una alleanza con lUdc in Lombardia se non ci sarà una apertura dei centristi anche in Liguria e in Piemonte». Ma lala finiana del partito frena: «Non è saggio rompere con lUdc», avverte il viceministro Adolfo Urso. E Italo Bocchino, altro fedelissimo di Fini, aggiunge: «Non si tocchino le alleanze già fatte». Cè fermento anche in Veneto dove il Pdl è ansioso di sapere quale sarà il futuro di Galan e di Brunetta nella corsa alla sindacatura. Ma il premier è inavvicinabile, lo si vede solo attraverso le vetrate del palazzo con indosso linseparabile giubbotto regalatogli da Putin. Al termine di unora di visita tra i saloni affittati dai fratelli Samartini per feste e ricevimenti, sembra che nemmeno questo sia quello che cercava: «A me è piaciuto moltissimo», ha commentato Galan, «a lui non so». Usciti da Pisani Moretta la comitiva si dirige a Santa Maria di Sala, nellentroterra a pranzo in villa Ghedini. Il piatto forte: il futuro di Galan nel governo. Che più tardi, dalla sua casa sui colli Euganei dirama una nota criptica: «Farò come larciere di Machiavelli, dopo aver valutato saggiamente che lobiettivo da raggiungere è più lontano rispetto alle potenzialità del suo arco, mira più in alto del bersaglio perché tale espediente gli consente di centrarlo». Che significa? I ministeri cari a Galan sarebbero le Infrastrutture e i Beni Culturali. Il primo è di Altero Matteoli e non si tocca. Ma il secondo, guidato da Bondi, pare alla portata. E tutto sommato per Berlusconi sarebbe un prezzo accettabile da pagare per ripagare la lealtà di Galan.
VENEZIA - Galan chiede i Beni Culturali
Il premier Berlusconi visita la casa di palazzo Pisani Moretta a Venezia, dove si incontra con la figlia Marina e il sottosegretario Gianni Letta. La visita è considerata una mossa per mantenere la stabilità politica. Tuttavia, la coalizione di centrodestra sta in fibrillazione a causa delle tensioni con l'Udc di Casini. La Lega e l'Udc sono ai ferri corti, mentre i centristi di Casini stanno stringendo accordi con il centrosinistra. Berlusconi è preoccupato per l'accordo con l'Udc in Lazio e per la possibilità di uno strappo con Casini. La sfuriata di Berlusconi è stata accolta con favore dalla Lega, che considera l'Udc "rompiballe".
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