Qui si sono spesi molti soldi e si vede. Si è scelto di puntare sul patrimonio culturale con continuità dal 75 in poi Proprio durante questo mese si definisce il trasloco della Galleria nella manica nuova di Palazzo Reale «Vado in pensione e sono allegra. Dopo 40 anni di servizio voglio prendere la vita con più calma, sono curiosa di iniziare questa mia terza vita. Ho ancora un mese di lavoro intenso davanti, in cui ci saranno tra laltro parole definitive sul trasloco della Sabauda. Ho deciso di festeggiare e salutare amici e colleghi con un tè a Palazzo reale, nel Salone degli Svizzeri, sto mandando gli inviti in questi giorni». Liliana Pittarello, direttore regionale dei beni culturali, lascerà il servizio il 15 febbraio. Torinese, formatasi sotto la Mole, qui era ritornata nel 2007, dopo 20 anni trascorsi tra Roma e Genova. Architetto Pittarello, allora tutto bene? «Sì tutto bene, a parte il fatto che avrei preferito essere io a decidere. Sono arrivata qui nellautunno del 2007 per stare 5 anni, avevo un decreto ad personam per lasciare nel 2012, a 67 anni. Poi ho firmato per fermarmi fino a ottobre 2010, adesso la mia uscita è stata anticipata. Per effetto del decreto salva crisi del ministro Brunetta, che manda a casa in questo periodo 34 dirigenti, di cui 6 di prima fascia come me». Chi le succederà? «Sono stati banditi ieri 6 posti da direttore generale, si saprà a febbraio chi arriverà al mio posto». Come è stato per lei tornare a Torino? «Molto bello sia sul piano personale che sul lavoro. Questa è una regione con una marcia in più sul nostro fronte». In che senso? «Nel senso che si è investito tanto nei beni culturali e si è cresciuti, ci sono professionalità molto avanzate. Proprio per questo il Piemonte è diventata una regione laboratorio, creando soggetti come le fondazioni per lEgizio e il Centro di Restauro di Venaria e ancora il Consorzio per la Reggia. Soggetti previsti dalla normativa per i beni culturali del 2004, che qui hanno trovato una definizione per divenire esempio al resto dItalia». Può fare un bilancio di questi suoi anni torinesi? «Guardi, finché cè un giorno di lavoro, io lavoro, il bilancio arriverà alla fine. Anche perché ci sono cose importanti da definire nelle prossime settimane, come il trasloco della Sabauda nella manica nuova di Palazzo Reale, per cui si va verso un primo appalto a giugno. Ci sono tra fondi ministeriali già certi e altri regionali 7 milioni e mezzo che serviranno per i primi due piani. Conto di ottenere in questo mese la tranquillità sullapertura di tutto il resto. Questo però non dipende da me, ma da accordi ai massimi livelli tra ministero e Compagnia di San Paolo». E scongiurato il trasferimento della Sabauda a Venaria? «Direi di sì, non avrebbe avuto senso perché la Sabauda è un pezzo importante del Polo reale, a cui si sta lavorando da 15 anni. A questo proposito, la Compagnia di San Paolo ha finanziato sotto Palazzo Chiablese i lavori della "penitenzieria" della Sindone, in locali che saranno destinati, dopo lOstensione proprio allaccoglienza per il Polo reale». E gli altri progetti? «Cè il nuovo Egizio, per il quale nella prima settimana di febbraio ho steso il parere in vista dellapprovazione del progetto definitivo. Restano da chiarire con Dante Ferretti alcuni aspetti delle ambientazioni, per evitare il rischio di ambiguità tra reperti reali e scenografie. Poi ci saranno i nuovi Giardini reali, mentre a Venaria una commissione sta lavorando per migliorare il percorso storico nella Reggia.» Sui può dire che quello prospettato è un quadro positivo? «Qui si sono spesi molti soldi e si vede. Si è scelto di puntare sul patrimonio culturale con continuità dal 75 in poi e oggi, anche se si investe meno, tanti progetti sono in dirittura darrivo. Poi speriamo che la crisi passi, lasciandoci degli insegnamenti».
PIEMONTE - Pittarello: "Vado in pensione allegra ma prima concludo il caso Sabauda"
L'artista Liliana Pittarello, direttore regionale dei beni culturali, lascia il servizio il 15 febbraio. Ha lavorato a Torino per 40 anni, iniziando nel 1975. Ha deciso di prendere la vita con più calma e ha deciso di festeggiare con un tè a Palazzo Reale. La sua uscita è stata anticipata a causa del decreto salva crisi del ministro Brunetta. Il suo posto sarà occupato da un nuovo direttore generale, che sarà scelto a febbraio. Pittarello ha lavorato per la regione del Piemonte, che ha investito molti soldi nel patrimonio culturale. Ha creato fondazioni e soggetti per la conservazione e il restauro dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo