«I was in 1000 an», ero a Milano. Linguaggio cifrato degno di un esule, di un ricercato, di un amante segreto che non vuole tradirsi. Chi scrive è Henry Beyle, meglio conosciuto come Stendhal, francese di nascita ma milanese per scelta. Siamo nel gennaio 1828, Stendhal è di nuovo a Milano. Dopo i moti del 1821, è sospettato dagli austriaci che gli ordinano di lasciare la città. Dice di sì, ma rimane. E non resiste alla tentazione di scriverlo, camuffando nomi e cose con un linguaggio tutto suo. Del resto, Stendhal è un grafomane, un vero maniaco della scrittura. Al punto da litigare con l'altra sua prepotente passione, quella dei libri, raccolti e conservati da bibliofilo. Li fa e li disfa, li rilega e li slega, li segna, li glossa e scarabocchia in tutti i versi, in orizzontale, in verticale, ondeggiando da una parola all'altra, E chissà cosa avrebbe pensato l'autore de Il rosso e il nero se avesse potuto glossare all'infinito, leggere e osservare nel minimo dettaglio i suoi amati volumi. È quello che sta facendo il Centro Stendhaliano della Sormani, un fondo di importanza mondiale in cui è conservata la biblioteca privata di Stendhal: quasi mille libri, autografati, glossati o sottolineati. Entro novembre, tutto il catalogo sarà visibile e consultarle da casa, attraverso internet. Basterà entrare nel portale DigitaMi (la futura biblioteca on line di Milano) per accedere all'intero catalogo della biblioteca di Stendhal, alle singole pagine autografe, con i commenti scritti a mano, e una scheda in cui è spiegato e trascritto tutto. Un sogno che si avvera per i molti studiosi stendhaliani, e per chiunque voglia entrare nell'universo di Stendhal attraverso questi «diari segreti» di un lettore molto speciale. Un lavoro enorme, per la mole del patrimonio conservato, e la fragilità dei libri da «digitalizzare». È stato essenziale uno speciale scanner per fotografare e salvare sui computer le pagine manoscritte originali. Una spesa notevole - oltre a tutte le altre -, resa possibile da un finanziamento ottenuto (dall'ultima finanziaria) grazie all'interessamento del senatore azzurro Sergio Travaglia: 750 milioni di vecchie lire per tre anni, una somma indispensabile per trasformare la cultura del bello in una politica del bello. Scopo del progetto è infatti di valorizzare il patrimonio conservato nel Centro, rendendo più conosciuti, disponibili e consultabili i manoscritti di Stendahl, il più importante «testimonial» della grandezza e bellezza di Milano. Lo spirito del progetto lo spiega Stefania Jahier, direttore del settore cultura-biblioteche del Comune di Milano: «La cultura - dice -deve essere usata e non consumata. Mettere in rete il patrimonio Stendhal vuol dire permettere ai cittadini di consultare libri rari, senza il rischio di rovinarli». Informatica dal volto umano La chiamano informatica umanistica. II progetto Stendhal è una delle tante applicazioni di una nuova disciplina - insegnata già nelle università Cattolica e Statale di Milano -, che cerca di fondere la cultura umanistica e la tecnologia informatica. Alberto Cordone, il responsabile tecnico del progetto della Sormani, è un filologo convertito ai bytes. Il suo maestro è stato il pioniere del settore. Già negli anni'50, infatti, il gesuita padre Busa (dell'Università Gregoriana di Roma) aveva compreso le enormi possibilità aperte dall'informatica per l'analisi del testo e la ricerca bibliografica. Immerso nello studio di S. Tommaso, si accorse subito che era necessario un criterio dì ricerca, per non perdersi nella sterminata opera dell'Aquinate. Il risultato fu l'opera più vasta della storia dell'editoria a stampa, quell'Index Thomisticus che raccoglie oggi in un minuscolo cd-rom da 1,6 gigabyte, l'opera ornnia di Tommaso d"Aquino: 118 libri e oltre dieci milioni e mezzo di parole.
Sormani, nasce la biblioteca virtuale in rosso e nero
Nel gennaio 1828, Stendhal è a Milano e viene sospettato dagli austriaci di lasciare la città. Tuttavia, decide di rimanere e inizia a scrivere un linguaggio cifrato per nascondere i suoi nomi e le sue azioni. Il Centro Stendhaliano della Sormani conserva la biblioteca privata di Stendhal, che contiene quasi mille libri autografati, glossati o sottolineati. Il progetto "Stendhal" mira a valorizzare il patrimonio conservato nel Centro, rendendo più conosciuti e consultabili i manoscritti di Stendhal. Il progetto è finanziato con 750 milioni di vecchie lire e utilizza uno scanner speciale per fotografare e salvare le pagine manoscritte originali.
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