Al convegno di via Roma pochissimi pareri favorevoli sull'area scelta Bulciolu: questo è un progetto privo di organicità LIVORNO. «Nuovo ospedale a Montenero? E' una scelta sbagliata». E' il giudizio della maggior parte degli esperti (architetti e ingegneri) intervistati ieri al Museo di storia naturale in occasione del convegno "La città sostenibile?" organizzato dall'Istituto di bioarchitettura. L'architetto Enrico Bulciolu, dopo aver evidenziato che «è un errore decentrare l'ospedale», punta il dito contro «la mancanza di organicità del progetto in relazione al contesto cittadino». L'architetto Antonio Notartomaso sottolinea invece che «continuare a investire sul presidio di viale Alfieri risulterebbe troppo costoso» e che Livorno ha bisogno di un nuovo ospedale, «ma non a Montenero basso». Meglio «in zona Porta a terra», dice. L'ingegner Piercarlo Bacci tira in ballo il problema della viabilità: «Ardenza è una zona già ora congestionata dal traffico, figuriamoci cosa succederà con il nuovo ospedale a Montenero». E aggiunge: «Soldi spesi male. A questo punto meglio ristrutturare il vecchio ospedale». Gli architetti Paolo Corrieri e Marco Lulli sostengono che «la viabilità, qualunque zona si scelga, costituisce il vero nodo della questione». L'architetto Gerardo Bacci evidenzia che «la città ha bisogno di un nuovo ospedale» ma crede che «la zona di Montenero non sia adeguata». Sergio Bini, anche lui architetto, pensa che «il recupero della vecchia struttura di viale Alfieri sia troppo costoso», e indica l'area del Nuovo Centro come «una valida alternativa». Tra i sostenitori del nuovo ospedale a Montenero c'è l'ingegner Mauro Papale, che afferma: «L'area basso morfologica di villa Serena, grazie alla Variante, mi sembra facilmente raggiungibile». Tutti gli intervistati hanno sottolineato: «Finora i cittadini non sono stati coinvolti abbastanza».