Danneggiato l'asfalto natura di piazza Scalpellini Italia Nostra contesta la nuova transenna in San Frediano. L'assessore «Scelta necessaria, ma accettiamo alternative» La scritta è nel centro di piazza Scalpellini, davanti all'ingresso laterale della farmacia Masoni. Con la vernice spray di colore rosso qualcuno nella notte ha scritto una frase incomprensibile: "L'ottico France per sempre". Tutto in maiuscolo, a caratteri molto ben visibili. Una atto di vandalismo, come conferma l'assessore all'arredo urbano Marco Chiari. Un atto di vandalismo che costerà molto al Comune (e quindi ai cittadini), peraltro senza che si abbia la certezza che l'intervento per ripulire riesca. «L'asfalto natura tende ad assorbire la vernice - dice Chiari -. per questo non ci tracciamo sopra le righe gialle dei posti auto per i residenti. Il gesto di qualche sconsiderato rischia quindi di aver creato un danno enorme per il decoro della città. Sono amareggiato. L'amministrazione spende energie e denaro, ma c'è sempre qualche balordo pronto a combinare disastri». Contro l'amministrazione comunale protesta invece Italia Nostra che contesta un'altra scelta di arredo urbano ritenuta lesiva dell'aspetto architettonico di piazza S. Frediano. «Non sappiamo se ancora siamo in tempo a fermare la nuova era dei cancelletti nelle piazze del centro storico - afferma l'architetto Roberto Mannocci, presidente dell'associazione -. Non bastano più i piolini metallici fissi, di diversificate fogge; non bastano i pilomat a comando; non bastano i mille cartelli verticali e le segnaletiche orizzontali. È iniziata l'era delle barriere ancora più degne di tal nome. «In piazza S. Frediano, di fronte alla chiesa, l'orrendo cancelletto telecomandato in design tradizionale è poggiato lì minacciosamente da tre giorni, ancora provvisorio, quasi "zoppo" con un piede in cemento ed uno metallico, a completare la linea dei recentissimi pioli ultramoderni che concludono la chiusura della piazza e che rigettano le auto irregolari in sosta tranquilla tutte davanti la chiesa. Noi lucchesi sappiamo valorizzare così quello che vogliamo diventi patrimonio Unesco». L'assessore Chari spiega da parte sua i motivi della scelta: «In quel punto non è possibile mettere un pilomat perché intaccherebbe resti archeologici. Sotto la pavimentazione c'è un colonnato e non possiamo danneggiarlo. Abbiamo quindi scelto una transenna che si può spostare a mano, copiandola dal modello usato in tante altre città d'arte. Nella piazza c'è un garage privato, a cui hanno diritto di accesso alcuni cittadini. Sono stati dotati di una chiave e possono spostare la transenna per entrare e uscire. Ci rendiamo conto che la soluzione possa non essere condivisa, ma all'archietto Mannocci vorrei chiedere se, oltre a bocciare sempre tutto, ha qualche proposta da fare per trovare un'alternativa migliore».