Lappello Architetti e urbanisti chiedono di tornare a restauri e materiali storici per i selciati. E bocciano piazza S.Maria Novella Il selciato di strade e piazze fanno parte dellimmagine della città. Pietre e lastrico sono parti monumentali: «Invece da anni a Firenze si opera con eccessiva disinvoltura su questa parte non secondaria del patrimonio cittadino, con materiali e tecniche aliene alla consuetudine locale, con disegni arbitrari, immissione di oggetti incongrui». Un appello-denuncia a sindaco e giunta firmato da numerosi docenti del Dipartimento di urbanistica dellUniversità di Firenze, tra cui Ilaria Agostini, Paolo Baldeschi, oltre agli urbanisti Sergio Brenna e Pier Luigi Cervellati, al senatore Francesco Pardi e Ornella De Zordo capogruppo di "Perunaltracitta». E anche unaccusa alla soprintendenza ai monumenti per aver approvato la "spianata" di piazza Santa Maria Novella, «linopinato gioco di rimandi tra pietra e ferro: forse un richiamo alla vicina stazione ferroviaria?» insistono i firmatari, attaccando la dissipazione di un patrimonio che vede «lingiustificabile pratica di sostituire la pietraforte con la pietra serena, arenaria tendente allesfoliazione», le pietre lisce al posto di quelle scalpellinate, infine la dismissione di metodi di restauro e della logica della manutenzione. «Oltre a parlare di Tav, cè anche la vita quotidiana. I rattoppi di asfalto in piazza San Marco, sono di sciattezza oscena» incalza Baldini.