Il trend si inverte dopo 4 anni, superata quota 1,3 milioni Lassessore Pillitteri: "A influire anche lo stallo dei costi degli appartamenti" Era stato un calo lento e inesorabile cominciato dopo il 2005, quando Milano aveva registrato il record degli ultimi dieci anni: un milione e 308mila residenti. Da allora, gli iscritti agli uffici dellAnagrafe avevano continuato a scendere sotto lasticella del milione e 300mila. E in fuga, raccontavano gli esperti, erano soprattutto quanti non riuscivano ad affrontare il costo della vita del capoluogo: giovani coppie, ragazzi e famiglie, soprattutto, che emigravano verso lhinterland dove i prezzi delle case erano alla loro portata. Ma nel 2009 quel tetto è stato nuovamente superato. Un balzo in avanti di 12mila nuovi milanesi. Sono stranieri, che nellultimo anno sono diventati quasi 200mila: 18mila in più. Eppure, la fotografia scattata dai registri comunali racconta anche che il calo degli italiani si fa meno robusto e che, soprattutto, lesodo verso i Comuni della provincia ha subito una frenata rispetto al passato. La parabola è tornata a salire agli stessi livelli del Duemila. Uninversione di tendenza rispetto allultimo periodo. La città perdeva residenti e a mantenere in linea il numero delle carte di identità con un indirizzo milanese era chi arrivava dalla Romania o dallEgitto, dal Perù o dalla Cina. Sono cresciuti costantemente, gli immigrati registrati in Comune. In maniera ancora più evidente proprio nellultimo anno, che ha visto quasi 18mila residenti stranieri in più registrati allAnagrafe: un boom se paragonato agli ultimi due o tre anni, quando il saldo positivo si aggirava sui 5-7mila. Ma dallaltra parte, anche gli italiani sembrano aver rallentato il calo: sono seimila in meno rispetto al 2008. Un dato sempre in negativo, ma in misura inferiore rispetto agli anni precedenti, ai meno 12.500 registrati nel 2006, ai meno 11.400 del 2007 e anche ai 9mila in meno del 2008. A leggere le statistiche è lassessore ai Servizi civici Stefano Pillitteri. Che dice: «Laumento degli stranieri è significativo e ha un peso rilevante su quello totale dei residenti. Un dato interessante, però, è anche la frenata dellemorragia di abitanti verso lhinterland. Il motivo? Sicuramente ha influito il rallentamento della corsa del mercato immobiliare». Tra quanti decidono di lasciare Milano, una fetta consistente è sempre stata rappresentata da chi si sposta in provincia. Il punto più alto si era toccato ancora una volta nel 2005. Allora erano stati oltre 27mila a trasferirsi nel resto della Lombardia, di cui più di 18mila in un Comune della cintura. Sono diventati 21mila, nellultimo anno, segnando una fuga sempre meno evidente. Per spiegare labbandono della Madonnina, si tirava in ballo la mancanza di case a basso costo. Tanto che un mercato accessibile a giovani coppie e famiglie è una delle aspirazioni del nuovo Piano di governo del territorio immaginato dallassessore Carlo Masseroli. È lì, nel documento che dovrà cambiare il futuro dellurbanistica della città, che è contenuta limpostazione di Palazzo Marino: costruire case per 300mila abitanti in più. Far viaggiare Milano verso i due milioni di residenti e convincere a tornare quanti sono emigrati. Ultimo elemento allinterno della città salita nuovamente oltre quota un milione e 300 mila: scorrendo i dati che riguardano i nuovi nati - il numero complessivo rimane pressoché invariato negli ultimi anni e si attesta attorno ai 12mila - ci si accorge che sono cresciuti i figli nati da coppie italiane: 500 in più nel 2009, il numero più alto dal 2003. Sono gli stranieri, invece, che per la prima volta dal 2002, sembrano essere stati meno prolifici.