I militari della Sezione Operativa Navale di Salerno, con la collaborazione di funzionari delle Soprintendenze per i Beni Archeologici e Storico Artistici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, hanno sequestrato nel corso di un mirato servizio tre reperti ritenuti di particolare interesse storico e artistico. Si tratta di una colonna marmorea con basamento e capitello risalente all'epoca medioevale. I reperti rinvenuti nel cantiere di "Palazzo Sabbetta" nel centro storico di Salerno sono stati concentrati presso il Museo Diocesano "San Matteo" di Salerno, dove sono ubicati i depositi di opere d'arte della Soprintendenza.Il Direttore dei lavori è stato deferito alla competente A.G. per non aver immediatamente segnalato alle Autorità competenti il ritrovamento. Palazzo Sabbetta è al centro di un'inchiesta penale avviata dalla Procura in relazione alla procedura di demolizione dell'immobile. Recentemente è stata disposta l'acquisizione di ulteriore documentazione ed è stato nuovamente sentito dagli investigatori il dirigente del Comune, responsabile del procedimento. Contemporaneamente sono stati sentiti dagli inquirenti anche alcuni tra i proprietari, dopo che sono state presentate in Procura alcune integrazioni all'originaria denuncia, presentata dai fratelli Sabbetta. Il sostituto procuratore Angelo Frattini, titolare dell'indagine ha delegato gli uomini della Polizia municipale, diretti dal capitano Eduardo Bruscaglin, per sentire il dirigente comunale sulla procedura di demolizione. È proprio lì infatti che si concentra l'attenzione della Procura. L'aspetto fondamentale, oggetto dell'indagine penale, è rappresentato proprio dalla procedura attivata dal Comune, che secondo i proprietari dello storico immobile, sarebbe illegittima. In pratica i fratelli Sabbetta hanno denunciato quelli che loro ritengono essere veri e propri abusi commessi nell'iter seguito dal Comune. Secondo i denuncianti l'Amministrazione comunale non si sarebbe limitata alla messa in sicurezza di alcune parti pericolanti dell'edificio, ma avrebbe attivato una procedura di completa demolizione dell'edificio. L'aspetto penale si collega inevitabilmente con quello amministrativo, il Consiglio di Stato nell'ultima decisione ha ammesso la demolizione per garantire la pubblica incolumità in relazione alle parti pericolanti, interventi che si sarebbero dovuti concordare con i proprietari dell'immobile. Per i fratelli Sabbetta invece nella procedura attivata dal Comune sarebbero ravvisabili una serie di illgettimità, che loro hanno denunciato e che ora sono al vaglio della Procura
CAMPANIA - sequestrati tre reperti
I militari della Sezione Operativa Navale di Salerno hanno sequestrato tre reperti storici e artistici, tra cui una colonna marmorea, nel corso di un servizio di controllo. I reperti sono stati trasferiti al Museo Diocesano "San Matteo" di Salerno. Il Direttore dei lavori è stato deferito alla competente A.G. per non aver segnalato immediatamente il ritrovamento. Palazzo Sabbetta, dove si trovavano i reperti, è al centro di un'inchiesta penale. La Procura ha avviato un'indagine sulla procedura di demolizione dell'immobile, che i proprietari ritengono illegittima.
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