Esiste una buona ricetta da applicare se si vuole far "fallire" un museo facendolo uscire dall'orecchio della gente, ossia dall'abitudine a frequentarlo come luogo d'arte capace di costruire nel tempo eventi legati da un progetto comune? Lo sanno tutti i museografi ed esperti, è sufficiente smettere di operare sulla collezione permanente e proseguire senza un direttore. E' il caso della Civica di Modena, da considerarsi in difficoltà. Non è alle viste la nomina di una responsabile che sostituisca l'ex direttrice Angela Vettese. Un luogo d'arte è destinato a sparire dalla "geografia" espositiva nazionale se non ha una programmazione equilibrata di lungo corso, assicurata da una direttrice o direttore nel pieno delle sue funzioni. Oltre a questo problema - che si è trascinato lungo tutti i quattro anni della nota critica d'arte, secondo cui il restauro recentissimo delle sale al secondo piano di Palazzo Santa Margherita non erano idonee ad esporre l'importante collezione permanente di disegni e fotografie conservate nei depositi - c'è la mancata valorizzazione continuativa di quanto conservato nel museo e il suo accrescimento. Questi rischi la Civica li corre da anni e occorre correre ai ripari. Da oltre 8 mesi - Vettese si dimise a fine aprile'09 - non c'è un direttore e la programmazione non viene più impostata, se non per singoli appuntamenti che non si legano certo tra loro in una programmazione pluriennale, fondamentale. L'assessore alla cultura Roberto Alperoli, a sei mesi dalla sua nomina, non ha ancora sciolto il nodo e le voci continuano a rincorrersi. Quel che si sa di certo è che l'amministrazione non intende ripercorrere le strade del recente passato, nominando una responsabile - come Angela Vettese appunto - che al contempo ricopra una lunga serie di altri incarichi in giro per l'Italia. Giusto, c'è anche la necessità di agire sul territorio e bisogna restare a Modena almeno alcuni giorni a settimana, però il tempo sembra scaduto e occorrono novità perché è rischioso andare avanti con mostre, com'è il caso dell'attuale rassegna dedicata al collezionista Bettelli, con deficit curatoriali e storici evidenti a molti in città. L'assessore a settembre ha detto che la cultura modenese ha bisogno di un "colpo d'ala", ma poi non ha modificato alcuna competenza del personale che - si presume - ha portato alla situazione attuale che l'assessore (e non solo lui per la verità) considera bisognosa di cambiamenti. Ma la mancanza di un direttore non è certo nuova in Comune, tanto che molti istituti culturali sono gestiti da funzionari che però non hanno la qualifica del direttore: dalla biblioteca di storia dell'arte Poletti, ai musei civici, appunto alla Civica, fino all'Archivio comunale quando andrà in pensione lo storico direttore Borsari. Del resto a Modena non si sono mai visti concorsi per direttori, ma solo nomine politiche. Almeno si potrebbero fare queste.