Il degrado assedia Castel Tonini Mancano i soldi per il restauro del complesso monumentale Castel Tonini, che dall'alto domina la vallata di Buti, procede sempre più verso la rovina. Il castello, nato come primo insediamento sul colle nel anno Mille, fu costruito dalla famiglia Schiavini Cassi e poi passo nelle mani della famiglia Tonini da cui prende il nome. Questi grandi proprietari terrieri, dilapidati tutti gli averi e ridotti sul lastrico, furono costretti a venderlo al famoso stilista fiorentino Salvatore Ferragamo negli anni venti del secolo scorso. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo fu adibito a calzaturificio, vi lavoravano circa duecento persone e producevano scarpe per l'esercito. Alla morte dello stilista la proprietaria divenne la sorella Rosina Ferragamo che lo divise in appartamenti dandolo in locazione. Negli anni settanta la costruzione era totalmente degradata ed abbandonata, così il Comune si interessò all'acquisto pagandolo, all'epoca, 12 milioni di lire. Dovettero operare vari restauri poiché le condizioni in cui già da anni versava il palazzo erano pessime. «Si dovette risistemare i pavimenti perché cedevano - dice Andrea Balducci, sindaco in carica al momento dell'acquisizione - praticamente erano quindici anni che era abbandonato a se stesso». In Comune vi era un progetto dell'architetto Frassi secondo il quale, con l'aiuto della Provincia e della Regione, nei quattro piani del castello, dovevano essere costruite biblioteca, pinacoteca e foresteria con alcune camere dislocate sui due piani più alti. Ma la mancanza di fondi non lo rese possibile. È così che dal 1981 Castel Tonini è abbandonato. Il Comune di Buti si è interessato molto al fine di trovare finanziamenti per la ristrutturazione o privati che potessero acquistarlo ma non ha ottenuto risultati. Ciò è forse dovuto all'alto costo dei restauri che ammonta a 3 milioni di euro circa. «Abbiamo partecipato a vari bandi proposti dalla Comunità europea al fine di trovare un finanziamento - spiega l'attuale sindaco Roberto Serafini - come per esempio l'iniziativa "Borghi di Toscana" che ha permesso la ricostruzione di San Giovanni D'Asso nel senese». Attualmente la crisi del settore edilizio rende ancora più difficili le cose. Nel municipio è comunque presente un progetto che prevede la costruzione di un'area sportiva nella località "Riaccio" nel territorio di Cascine di Buti, la trasformazione dell'attuale campo sportivo in zona residenziale e il recupero dell'antico castello. «Per quanto la nostra compartecipazione può essere forte - dice il sindaco Serafini - stiamo cercando di finanziare prima le cose necessarie». Al momento, all'interno del castello, nell'unica area rimasta accessibile, si trovano il circolo Arci Castel Tonini e la sede della contrada San Rocco.