La struttura è ormai pronta Per i negozi all'ex Chigiotti manca solo l'ok della Regione Il Comune risponde a Colomba: dal punto di vista edilizio tutto a posto. Resta il nodo della licenza di vendita al dettaglio La guerra dei centri commerciali a Grosseto si avvicina ai passaggi cruciali. Entro il prossimo 10 febbraio (scadenza del permesso a costruire) dovrà essere completato il polo realizzato nell'area dell'ex fornace Chigiotti da un gruppo di imprenditori grossetani. E a breve si saprà se quei capannoni che ormai svettano pressoché ultimati potranno ospitare negozi oppure no. Una questione molto delicata. Perché qualora ai costruttori dell'ex Chigiotti venisse riconosciuta la licenza per il commercio al dettaglio, potrebbe complicarsi la partita per Unicoop che sta già scaldando le ruspe per tirare su il megacentro Ipercoop dalla parte opposta della città, al Commendone. Ma lo scenario futuro per ora è indecifrabile. E l'esito della vicenda sarà determinato non solo da scelte imprenditoriali e politiche, ma anche dalle sentenze dei Tribunali. Intanto ci sono alcune certezze. La prima è che i lavori al Casalone (ex Chigiotti) sono in dirittura d'arrivo. E la seconda è che il Comune di Grosseto ritiene quelle opere perfettamente legittime dal punto di vista edilizio. Lo ha chiarito, con un'articolata nota, l'architetto Marco De Bianchi, dirigente dell'Ufficio Gestione del Territorio del Comune. La nota è indirizzata al consigliere comunale di opposizione ed ex assessore Luigi Colomba, il quale aveva presentato un'interrogazione al sindaco chiedendo come e perché a Grosseto - dove Unicoop ha di recente ottenuto il via libera per l'Ipercoop al Commendone, e dove il Piano strutturale prevede un solo centro commerciale - si stia realizzando la struttura a sud della città. La risposta di De Bianchi è dettagliata, e ricostruisce tutta la complessa vicenda sin dal 1997, quando la Regione rilasciò al sindaco di allora (Antichi) il nulla osta per l'autorizzazione amministrativa alla Vignale Immobiliare (oggi Unicoop Tirreno) per la costruzione di un centro commerciale nell'area ex Chigiotti. Il resto è storia nota: per problemi legati alla viabilità Unicoop e Comune decidono, già nel 2000, di trasferire tutto al Pis del Commendone, tanto che il Piano strutturale adottato nel 2004 prevede proprio nel Pis l'unico centro commerciale di Grosseto. Vignale acquisisce i terreni al Commendone con una sorta di "permuta", cedendo in cambio l'ex Chigiotti. Ma il contratto tra privati viene firmato solo nel 2007. E fino ad allora, di volta in volta Vignale - in attesa che arrivi la certezza del via libera al Pis - chiede al Comune proroghe (l'ultima nel giugno 2007) al permesso a costruire al Casalone. Nel novembre 2007 la società Barghi diventa proprietaria del complesso ex Chigiotti, e a dicembre chiede (e ottiene) la voltura a suo nome dei permessi a costruire. «Si rileva pertanto - scrive De Bianchi - la contraddittorietà dell'azione della Vignale Immobiliare, la quale prima dichiarava di voler mantenere tutti i diritti soggettivi acquisiti con la sottoscrizione della convenzione urbanistica del piano di recupero dell'ex Chigiotti, fino a che gli stessi non fossero stati ripsristinati per il nuovo sito di intervento, successivamente tali diritti li ha "venduti" ad altro soggetto privato». Insomma, per il Comune dal punto di vista edilizio all'ex Chigiotti è tutto in regola. Ma in quei capannoni ormai ultimati, ci potranno stare negozi per la vendita al dettaglio - come vorrebbe la Barghi srl - o solo ingrosso e artigianato, come da piano strutturale? Su questo punto la risposta è demandata dal Comune alla Regione: qui, entro fine mese, dovrebbe riunirsi la conferenza dei servizi che, ascoltati i pareri legali, scioglierà il nodo. Se la Regione dirà no, l'ex Chigiotti sarà un'area artigianale e strada spianata all'Ipercoop del Commendone. Se invece fosse dato l'ok al commercio al dettaglio, si dovrà poi capire come potrà conciliarsi con i dettati del piano strutturale il secondo polo commerciale, quello Ipercoop. Il tutto con altre mille incognite. A cominciare da quel che accadrà il 27 gennaio, quando in sede civile il Tribunale di Grosseto dovrà esprimersi sulla richiesta avanzata da Unicoop: risoluzione del contratto di compravendita del Casalone, con restituzione dell'area a Vignale Immobiliare in quanto - dice Unicoop - utilizzata dai nuovi proprietari per finalità non previste dal contratto.