«Nell'area a fianco del parcheggio in via Pietrasantina non è prevista la costruzione di nessun albergo. Le norme del regolamento urbanistico sono quelle fissate, noi ci atteniamo ad esse. A meno che non ci sia una richiesta ufficiale. In tal caso sarà il consiglio comunale a decidere se cambiare o no le regole per quel parco urbano». Così l'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri, durante il question time di ieri pomeriggio al consiglio comunale, ha risposto all'interrogazione posta dal consigliere della Sinistra Arcobaleno Carlo Scaramuzzino in merito alla nascita del nuovo centro sportivo della società Pisa 1909. Le questioni poste da Scaramuzzino partono dalla comunicazione, da parte proprio di Pisa 1909, della creazione una società «con finalità sportive immobiliari intenzionata a realizzare in quell'area un intervento finanziariamente molto consistente». «Inoltre - continua Scaramuzzino -, la stampa ha parlato di un'operazione duplice che da un lato prevede la realizzazione di campi da gioco, spogliatoi, una palestra e una foresteria. Dall'altro una struttura alberghiera, uffici e spazi commerciali: una destinazione incompatibile con la previsione urbanistica». La recente scheda fissa infatti regole molto precise: la foresteria è ammessa solo come attività complementare e di esclusivo uso della struttura sportiva; sono poi esclusi centri commerciali e supermercati, e ammesse non più di due attività commerciali destinate alla vendita di prodotti sportivi, di superficie non superiore a 250 metri quadri. Tra i chiarimenti richiesti quello sui rapporti tra il Comune, la Società Pisa 1909 e la società sportivoimmobiliare, ancora senza nome. «Mi sono informato alla Camera di Commercio - ha affermato l'assessore Cerri - e non risulta che vi sia alcuna società costituita formalmente. Ho inoltre parlato con Cava, che mi ha confermato che la società non esiste, ma che per ora si tratta solo di un'intenzione. Gli ho proposto di incontrarci e di definire insieme il piano attuativo per capire come andare avanti. E, visto che la società non esiste, non esiste alcun atto di comodato tra essa e il Comune».