La drastica riduzione dei biglietti staccati al portone di Palazzo Ducale, un'emorragia di settantamila ingressi in due anni, fa tornare d'attualità il nodo della gestione della Reggia, che ha bisogno di rilanciarsi, ma proprio in questa fase delicata perde il suo inquilino, col trasferimento di competenze, seppure ad interim, alla sovrintendenza di Verona. La Gazzetta, il 23 dicembre scorso, aveva pubblicato una lettera aperta al ministro Bondi, suggerendo di valutare la possibilità da una gestione condivisa col Comune del Palazzo. Il ministro aveva risposto, manifestando la disponibilità ad incontrare gli amministratori mantovani. Immediata la lettera di risposta del sindaco, Fiorenza Brioni, e del vice sindaco, Paolo Gianolio, per confermare la richiesta di incontro. Il nuovo anno è arrivato. A che punto siamo? «Io e il vice sindaco - spiega Fiorenza Brioni - avevamo già scritto al ministro Sandro Bondi il 7 dicembre, per confrontarci e valutare iniziative di valorizzazione del nostro patrimonio. Poi c'è stata la lettera di Bondi alla Gazzetta, con la nostra ulteriore richiesta di fissare un appuntamento. I contatti non si sono interrotti. Ho rappresentato l'Anci a un convegno di Federcultura a Roma, nell'ambito del quale è stato presentato lo stato di salute della cultura in Italia: in quell'occasione, due dirigenti del ministero hanno confermato che a breve sarà fissato un appuntamento. Ci faremo parte attiva per sollecitare l'incontro, ma i segnali di dialogo sono positivi». Il confronto tra i dati degli ingressi ai palazzi mantovani, tutti in forte flessione, e quelli parziali delle presenze negli alberghi, che parlano di una sostanziale tenuta, mostra però che il turismo cittadino non è più solamente museale. E' possibile che anche altre iniziative, a partire dai festival, stiano creando opportunità. Molte di queste iniziative godono di un sostegno da parte del Comune di Mantova. Ora, la mancata approvazione del bilancio di via Roma pone un grosso punto interrogativo sul calendario del 2010. «Il vice sindaco Gianolio - afferma il sindaco - mi ha scritto una lettera rappresentandomi la situazione del settore cultura. Si sta verificando ciò che la giunta già sapeva: la mancanza dello strumento principe di programmazione comunale provoca una ricaduta pesantemente negativa, soprattutto per i cittadini e per tutti gli attori, a partire dalle associazioni, che progettano iniziative con noi. Ma non soffre solo la cultura, sono penalizzati tutti i settori. La conferenza dei capigruppo ha fissato per il 22 la ripresa della discussione su un bilancio già lungamente esaminato e valutato, ripartendo dal momento in cui era mancato il numero legale». Se il bilancio passerà, la programmazione delle attività comunali ripartirà. In caso contrario, scatterebbe l'esercizio provvisorio con forti limitazioni di spesa. «Ci rimetterebbero tutti i cittadini - conclude il sindaco - e la città perderebbe molte opportunità».