Via libera ieri dalla Commissione di Salvaguardia alla trasformazione in zona residenziale dell'area ex Scalera della Giudecca, secondo il progetto ideato e finanziato dall'Acqua Marcia in base alle indicazioni del Comune. Sono una quarantina gli alloggi che verranno realizzati - i lavori sono già in corso da tempo nell'area - anche attraverso la demolizione di vecchi fabbricato in disuso nei pressi del fronte bacino di San Marco, che la Salvaguardia ha autorizzato, esaminando il progetto. Rispetto al progetto iniziale il numero degli alloggi è stato anche aumentato, sulla base delle richieste del Comune a Acqua Marcia che con l'intervento pareggia le facilitazioni già ottenute sul recupero del Molino Stucky e la sua trasformazione in albergo e centro congressi, relatibi agli oneri di urbanizzazione e all'aumento parziale delle cubature, concesso da Comune e Soprintendenza. Ci vorrà ancora almeno un anno comunque perché gli alloggi vengano completati. Parte di essi - in base all'accordo - e saranno messi a disposizione dei veneziani, parte dei quali a prezzo convenzionato. Per gli alloggi previsti nell'area Stucky-Trevisan, è stata ridotta la metratura prevista dall'azienda proprio per aumentarne il numero. Saranno in tutto 16 su una superficie complessiva di 1260 metri quadri. Restano invece, come previsto, 42, quelli realizzati nell'area ex Scalera, di cui 2 diventeranno di proprietà effettiva del Comune e 19 saranno venduti a residenti a prezzo convenzionato - si parla di un valore di circa 3 mila euro al metro quadro, da confermare - con la stessa Amministrazione che si occuperà di gestire l'operazione, contrariamento con quello che era avvenuto, in passato, per gli alloggi realizzati allo Stucky, rimasti in buona parte invenduti e poi ceduti a prezzo di mercato. Anche in questo caso, quelli invenduti torneranno nella disponibilità di Acqua Marcia, che li rivenderà a prezzo di mercato, così come farà con gli altri 21 nuovi alloggi che edificherà. L'operazione-Scalera è comunque proceduta finora piuttosto a rilento, sia perché il gruppo Caltagirone l'ha attuato solo dopo il completamento del recupero del Molino Stucky, sia perché problemi insorti nel corso dell'intervento - come la necessità di una bonifica parziale dei suoli - ha rallentato l'andamento dei lavori.